Le Marche belle e da vivere. Ma i marchigiani lo sanno?

Le Marche belle e da vivere. Ma i marchigiani lo sanno?

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Sabato 4 Febbraio 2023, 04:20

Nemo propheta in patria. Scomodiamo i Vangeli per applicare la massima latina alle Marche. Già, le Marche: la nostra regione centrale e plurale dove, quando succedono fatti da ribalta (dal terremoto all’alluvione passando per le tragedie della cronaca), statene certi che ci scapperà sempre qualche scivolone geografico di posizionamento verso l’Abruzzo o l’Umbria, sorvolando poi sull’abusatissima Romagna (Rossi docet). Ma poi succede che nei giorni della merla, con la regione impegnata a far di conto ai danni del maltempo, ti si infila una combinazione astrale munifica, lo stellium benefico che ti strappa un commento compiaciuto, quell’”ah però...” che ti fa guardare la tua terra, il tuo mare, i tuoi colli con occhi diversi, come quando da adolescenti si scopre la ragazzina o il ragazzino del banco vicino al secondo tempo.

Ecco, impariamo a guardare le Marche con lo sguardo di chi marchigiano non è e nemmeno italiano. La web company Gate Away fa sapere che gli stranieri cercano casa nelle Marche, eccome se la cercano, con gli statunitensi in cima alle preferenze, quelli del sogno americano 4.0 con dollari da investire. E a Londra è stata un successo la “Taste Marche Experience”, costola di Tipicità, presentata a Hampstead, quartiere blasonatissimo e chicchissimo che se la gioca con South Kensigton, Notting Hill e Richmond tanto per intenderci. Per ricordarla tutta, dato che ci siamo, le poche volte che re Carlo III è venuto in Italia ha apprezzato l’eleganza ideale di Urbino e la dolcezza dei declivi di Recanati (gustandosi pure i moscioli di Ancona). Ma andiamo con ordine. Per chi se lo fosse perso il report di Gate Away ha fatto incrociare il fascino dei borghi, la convenienza dei prezzi degli immobili (casolari, ville ma anche appartamenti) e i desideri di stranieri danarosi e vogliosi di comprarsi casa. Ne è uscito che gli americani guidano il ranking con il 20,97% delle richieste, seguono Germania (18,77%), Regno Unito (8,36%) e Olanda (7,07%). E spuntano altri dati interessanti dato che il trend è in continua crescita anche con Svezia, Francia e persino una sorprendente Australia. Le Marche piacciono perché, al di là degli “interminati spazi, sovrumani silenzi e profondissima quiete leopardiani”, logisticamente hanno un aeroporto a disposizione (per strade e treni apriamo semmai un capitolo a parte) e le distanze tra mare e collina si possono coprire in tempi relativamente brevi (massimo 30 minuti/30 chilometri). E il tempo, non dimentichiamolo, è il lusso del nostro presente. Non a caso uno dei leit motiv di Pesaro Capitale della Cultura 2024 (altro bel trampolino, annotiamolo nel capitolo opportunità) sarà, insieme alla “Natura della Cultura”, proprio “La città dei 15 minuti”. Di più: la lista dei desiderata di Away segna la rivincita di tutti quei paesi che fanno da sfondo ai paesaggi martoriati dal sisma. Si scopre che nel 2022, gli stranieri hanno cercato e comprato casa soprattutto nel comune ascolano di Montefiore dell’Aso con +81,82% di richieste rispetto al 2021. Attualmente ci abitano poco più di 1000 abitanti e 100 provengono da al di là delle Alpi, soprattutto olandesi, belgi e tedeschi. Oppure inglesi come nella maceratese Penna San Giovanni, (+61,19% di richieste per comprare casa).

Certo il tutto si inquadra nell’ottica del buen retiro a cui fa contrappasso la fuga dai piccoli centri e lo spopolamento delle aree interne. Ma qui si parla di ospitalità, accoglienza e attrattività, la cooptazione di un turismo che si fa stanziale. Inoltre, detto in soldoni, gli stranieri che scelgono le Marche pensano a godersela. E con paesaggi, arte, storia, cultura e ospitalità, non necessariamente in quest’ordine, cosa si apprezza di più? Risposta telefonata: il buon mangiare e il buon bere. Le Marche, grazie anche agli sforzi prodotti negli ultimi anni, come enogastronomia non hanno niente da invidiare ad altre realtà regionali. Non ci manca nulla, il resto è solo strategia mirata, ovvero una sapiente campagna di comunicazione e marketing. Come lo è stata, appunto, la Taste Marche Experience nei locali di Rossodisera, ristorante di cucina marchigiana nel cuore della Londra bene con l’obiettivo di fare da trampolino alle eccellenze della regione. Attenzione, non solo tipicità agroalimentari, ma anche manifatturiero, start up ed energia rinnovabile. Per cui marchigiani di ieri, oggi e domani, su la testa e scatto d’orgoglio per le Marche che all’estero piacciono così tanto. P.s.: per ravvivare la memoria nel 2019 la Lonely Planet, la guida più nota al mondo, aveva inserito la regione nella top Best in Travel 2020 al secondo posto. Poi il 2020 ha preso purtroppo ben altra pandemica piega (nella classifica di Focus degli anni peggiori della storia se la batte con la peste nera del 1348 e il 1943 bellico), ma la top della Lonely è ancora valida.

Giornalista del Corriere Adriatico caposervizio della redazione di Pesaro

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