Ondate di calore e nuove meduse. Cambia il clima ma non la politica

Ondate di calore e nuove meduse. Cambia il clima ma non la politica

di Roberto Danovaro
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Giovedì 4 Agosto 2022, 01:35

È notizia di questi giorni che il Mediterraneo si sta scaldando come mai prima nella storia. I dati Copernicus registrano aumenti di temperatura dell’acqua fino a 5-6°C. Se pensiamo che il riscaldamento medio degli ultimi 2-3 decenni è stato di circa 1° C possiamo facilmente renderci conto dell’enormità di questa nuova ondata di calore. Poche settimane fa, una prestigiosa rivista internazionale riportava i dati di 5 anni consecutivi di ondate di calore tra il 2015 e il 2019, con conseguenti mortalità massive di molte specie marine del Mediterraneo. Quest’anno potrebbe essere peggio. Quest’anno, se mettiamo un piede in acqua non sentiamo più quel brivido freddo, ma una sensazione di “brodetto tiepido”. Le conseguenze cominciano ad essere evidenti, poiché queste ondate di calore si associano a una forte diminuzione dell’ossigeno disciolto in acqua con morie sempre più diffuse di crostacei, ricci di sabbia e bivalvi. Ma non solo, sta emergendo anche un “problema meduse”. Nelle settimane scorse, per la prima volta lungo le coste marchigiane, è stata osservata una piccola medusa galleggiante di pochi centimetri di diametro e riflessi azzurri, si chiama Porpita porpita. Sono meduse innocue al contatto, possono essere toccate e maneggiate, ma non vanno spalmate sulla pelle come una crema solare. Non erano mai arrivate così a nord e anche in questo caso sembrerebbe una conseguenza dei cambiamenti climatici. In queste ultime ore è stata registrata la presenza abbondante di Rhizostoma pulmo, il polmone di mare, una grande medusa bianca con bordo blu. È completamente innocua e può essere toccata senza conseguenze. Le meduse e gli altri organismi gelatinosi urticanti possono essere facilmente identificate visitando il sito Meteomeduse, disponibile anche su Instagram. Quelle da evitare sono le meduse più piccole, e quindi meno facilmente visibili, come le vespe di mare, color rosa-beige con macchioline scure e le cubomeduse (trasparenti). Alcuni giorni fa in Sicilia è stato registrato il caso di una turista colpita dalla caravella portoghese, Physalia physalis, un organismo coloniale gelatinoso che assomiglia a un sacchetto azzurro galleggiante, con tentacoli molto lunghi (anche 10 m). Si tratta di una specie tropicale che sta entrando in Mediterraneo, ed è particolarmente pericolosa. In caso di contatto serve un immediato supporto medico. Fortunatamente finora non è mai stata osservata in Adriatico. Questo significa che non possiamo più fare il bagno in pace? Assolutamente no, ma dobbiamo imparare ad adattarci e convivere con una natura che stiamo modificando profondamente. Qualche consiglio: nel caso delle meduse, possiamo evitare incontri facendo attenzione al vento. Le meduse sono trasportate dalla corrente e se il vento soffia da costa verso il largo, possiamo stare abbastanza tranquilli sul fatto che non faremo brutti incontri, ma se soffia verso riva le probabilità aumentano. Secondo molti ricercatori una soluzione per combattere l’invasione di meduse e di specie marine aliene potrebbe essere quella di “mangiarsele”. L’uomo è in grado di sterminare tutte le forme di vita che caccia e di cui si nutre, e in questo caso, la sua attitudine potrebbe servire a qualcosa. Ma la vera soluzione ai problemi che stiamo vivendo è creazione di una diversa cultura del mare, più consapevole dei limiti della natura e dell’uomo e capace di convivere in equilibrio con le risorse blu. Tutti questi fenomeni anomali, infatti, sono connessi ai cambiamenti climatici e all’impatto dell’Uomo sugli ecosistemi marini. Continuiamo a pensare che i cambiamenti climatici siano un problema solo d’estate quando fa troppo caldo o quando si esauriscono le scorte d’acqua per la siccità, ma i loro effetti sono molto più ampi e pervasivi. Li toccheremo con mano in autunno con alluvioni e grandinate. Inoltre, le oscillazioni sempre più ampie e repentine delle temperature acuiranno l’incidenza e l’effetto delle malattie, a partire dal Covid. Ma tutto questo sembra non interessare alla presente campagna elettorale. Sarà per l’improvviso scioglimento delle Camere, ma sembra che i partiti non si rendano veramente conto dell’emergenza ambientale. Il mondo sta cambiato profondamente, ma apparentemente nessuno mette prioritariamente in agenda la lotta ai cambiamenti climatici, la necessaria accelerazione per la transizione ecologica, l’urgenza delle energie rinnovabili. Sentiamo parlare di temi vecchi, senza collegamento alla realtà, sembra di essere tornati indietro nel tempo.

*Docente all’Università Politecnica delle Marche e presidente della Stazione zoologica-Istituto nazionale di biologia, ecologia e biotecnologie marine

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