Un salvagente da 136 milioni contro la fuga delle imprese in Abruzzo, ma il Fermano resta fuori

Martedì 22 Dicembre 2020 di Luca Marcolini
Un salvagente da 136 milioni contro la fuga delle imprese in Abruzzo, ma il Fermano resta fuori

ASCOLI - Portato a casa uno specifico Fondo da 136 milioni di euro in tre anni per il territorio piceno ex Casmez, ora si dovrà attendere il decreto del premier, nelle prossime settimane, finalizzato a sbloccare bandi per defiscalizzazioni alle industrie presenti sul territorio che consentano di evitare fughe verso l’Abruzzo e di attrarre nuove attività industriali nel Piceno.

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Questa la fotografia scattata dall’autore dell’emendamento decisivo, ovvero il deputato del Pd Claudio Mancini, insieme al consigliere regionale Anna Casini e ai rappresentanti del Partito democratico ascolano Francesco Ameli, Angelo Procaccini e Pietro Frenquellucci.

 

Contestualmente arriva la conferma di 160 milioni per lo sviluppo socio-economico nell’area del sisma e lo sblocco, confermato da Mancini, di 10 milioni per proseguire la cassa integrazione in deroga. 

L’emendamento

«Tutto nasce – spiega Mancini – dalla necessità di garantire un riequilibrio, dopo lo sblocco della decontribuzione al 30% per 9 anni per tutti i datori di lavoro privati al Sud, tra le regioni beneficiarie e le zone dell’ex Casmez che, di fatto, hanno gli stessi indicatori occupazionali del Meridione. Ovvero la provincia di Ascoli, quella di Latina, parte di quelle di Rieti e di Roma. Per questo, ho proposto inizialmente un emendamento per una decontribuzione al 20% per tre anni. Ma il Governo lo ha ritenuto molto costoso e, quindi, dal ministro Provenzano è venuta la proposta di lavorare su un Fondo specifico che poi abbiamo indirizzato a contrasto di fenomeni di deindustrializzazione, per scongiurare delocalizzazioni produttive. Positivo il fatto che la nostra iniziativa sia poi stata appoggiata da tutte le forze politiche». «Nelle prossime settimane – aggiunge il deputato Pd – sarà compito del Ministero di predisporre il decreto che consentirà di indirizzare ai Comuni interessati, attraverso un bando, i fondi per interventi di defiscalizzazione riservata alle industrie già presenti ma anche a quelle che volessero insediarsi. L’esclusione delle aree complesse come quella fermana? Si sarebbe aperto un discorso che avrebbe interessato tutto il territorio nazionale». 

I chiarimenti

«Ringrazio l’onorevole Mancini per quanto fatto – sottolinea Anna Casini - Ieri ho ricevuto alcune telefonate per chiarimenti sui comuni interessati dal provvedimento. Si tratta dell’area ex Casmez, quindi di tutti e 25 i comuni che sempre hanno fatto parte del comprensorio di bonifica del Tronto addirittura dal 1935, poi riconfermati dalla legge del 1950. Rientrano anche Comunanza, Rotella e Force. Questo aiuto è importantissimo, perché una volta ottenuta un’area di crisi complessa Piceno- Val Vibrata, era assurdo che nella stessa area di crisi da una parte non ci fosse nessuna agevolazione. Un’opportunità molto importante che va ad aggiungersi ai 160 milioni di euro per il cratere e ai 10 milioni di euro per la deroga per la cassa integrazione, di cui forse Castelli non si è accorto».

Il gioco di squadra

«È stato fatto un bel gioco di squadra dai livelli locali e regionali al Governo: sottolinea Ameli - un risultato del Partito democratico, sempre attento alle politiche del lavoro proseguendo il percorso dell’area di crisi complessa». «Abbiamo visto – aggiunge Frenquellucci - che come arriva una buona notizia il primo cittadino cerca di metterci il bollino personale. Ma certi temi richiedono prudenza. Quando qualche risultato arriva dalla sua parte politica è merito della sua coalizione, altrimenti è merito di tutti». «In un momento in cui – conclude Procaccini – c’è una situazione critica di una azienda come la Pfizer, da cui ci si aspettava un atto di solidarietà, per fortuna c’è una risposta importante del Governo». 

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