Scuola, i test Invalsi slittano al 6-7 maggio
Studenti in rivolta. Pd contro il suo ministro

Il ministro Giannini e gli studenti durante una prova in classe
Il ministro Giannini e gli studenti durante una prova in classe
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Lunedì 27 Aprile 2015, 19:18 - Ultimo aggiornamento: 11 Maggio, 20:46

ROMA - Caos nella scuola: i test Invalsi per la primaria rinviati per sciopero al 6 e 7 maggio. Ed è rivolta degli studenti.

SCUOLA: INVALSI, SLITTANO I TEST PREVISTI PER IL 5 MAGGIO «Con una nota inviata a tutte le scuole l'Invalsi ha deciso lo slittamento delle prove già fissate per il 5 e 6 maggio 2015 rispettivamente al 6 e 7 maggio 2015. Si tratta di un spostamento di data dettato dalla responsabilità dell'Istituto di ricerca di assicurare la significatività scientifica dei dati».

È quanto si legge sul sito dell'Invalsi. Per il 5 maggio, infatti, i sindacati hanno proclamato una giornata di sciopero del personale della scuola. La variazione di calendario, precisa l'Invalsi, riguarda tutte le classi della scuola primaria indipendentemente dall'adesione del personale docente e non docente allo sciopero del 5 maggio 2015.

Pertanto le prove della scuola primaria si dovranno svolgere comunque il 6 e il 7 maggio 2015, anche se ci fosse la disponibilità del personale il 5 maggio 2015.

Restano confermate le date delle altre prove: 12 maggio 2015 (prova di Matematica, prova d' Italiano e Questionario studente per la classe TI secondaria di secondo grado) e 19 giugno 2015 (prova di Matematica e d'Italiano nell'esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione).

L'Istituto precisa, inoltre, che le modalità operative di somministrazione delle prove rimangono le medesime rispetto a quelle originariamente previste per il 5 e il 6 maggio 2015, ma, come richiamato in precedenza, esse si dovranno espletare rispettivamente il 6 e il 7 maggio 2015.

«Un campione statistico non adeguato, infatti - spiega l'Istituto renderebbe non attendibili i risultati delle prove che, da molti anni, vengono utilizzati da organismi nazionali e internazionali (Ministeri, Università, Agenzie di gestione dei fondi europei, Regioni, associazioni impegnate sul recupero scolastico, ecc).

A questo si aggiunga il notevole danno economico conseguente la mancata utilizzazione dei somministratori esterni».

IL PD CONTRO IL SUO MINISTRO: GUERINI E ORFINI, SBAGLIATO PARLARE SQUADRISMO «È sbagliato che si impedisca di parlare a chi presenta la riforma, così come è sbagliato bollare di squadrismo chi manifesta il proprio dissenso. La scuola è il cuore del cambiamento dell'Italia, evitiamo che diventi oggetto di scontri ideologici e sopra le righe». Lo dicono il presidente Pd Matteo Orfini e il vicesegretario Pd Lorenzo Guerini.

I due esponenti del Pd hanno chiesto di evitare toni eccessivi sulla riforma della scuola dopo le accuse di "squadrismo" lanciate contro chi l'aveva contestata dal ministro dell'Istruzione Stefania Giannini venerdì a Bologna, durante la Festa dell'Unità.

IL 5 MAGGIO ANCHE GLI UNIVERSITARI IN PIAZZA Il 5 Maggio anche gli universitari scenderanno in piazza per dire no ai provvedimenti sulla Buona Scuola, «per ribadire la totale contrarietà ai metodi che sono stati utilizzati da parte del Governo nella costruzione di questa riforma, gli stessi metodi che vorrebbero propinare con la Buona Università». Lo annuncia l'Unione degli Universitari che si mobiliterà assieme alla Rete degli Studenti medi.

«Scuola e università - afferma l'Udu - non sono in vendita e se il Governo pensa veramente di continuare su questa via ponendo in essere un tentativo di Riforma dell'Università, così come ha fatto per la Buona Scuola, esclusivo e non inclusivo, il 5 maggio sarà solo la prima di tante date di mobilitazione per dire che non possiamo permetterci Riforme del comparto istruzione che trasformano le nostre scuole in aziende, che mettono ulteriormente in dubbio, come fece a suo tempo la Gelmini, il carattere pubblico dell'Università».

«I protagonisti - dichiara Gianluca Scuccimarra Coordinatore dell'Udu - siamo noi e vogliamo essere ascoltati! Il percorso sulla Buona Università che ha preso forma a partire dal 26 Febbraio allo 'YouniversityLab' e che doveva coinvolgere i diversi soggetti protagonisti quali gli studenti non è il percorso che ci prefiguriamo considerato che si è risolto in un documento esclusivo delle parti sociali e che in pochi hanno avuto la possibilità di leggere. Così la Buona Università come la Buona scuola rischia di risolversi in processo esclusivo e decisionista, in cui l'ascolto degli studenti e della comunità accademica è solo una finta facciata».

«Non siamo disposti a trattare sul carattere pubblico dei nostri Atenei così come non crediamo in una scuola aziendalista» conclude Scuccimarra annunciando per il 29 aprile azioni e flash mob davanti agli atenei.

RINVIO INVALSI; USB, SCIOPERO 6, 7 E 12 MAGGIO L'Usb proclama «per la difesa dei diritti sindacali di tutti i lavoratori» uno sciopero breve, consistente nel blocco delle attività funzionali all' insegnamento relative alle prove Invalsi per la scuola primaria il 6 e il 7 maggio e per la scuola secondaria il 12 maggio.

«Costretti dalle mobilitazioni di piazza e dal numero di adesioni alla grande giornata di lotta dei lavoratori della scuola del 24 aprile scorso, Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda hanno indetto una giornata di sciopero generale per il 5 maggio. Ai sindacati concertativi non bastava però - afferma l'Usb - che la proclamazione dello sciopero avesse richieste molto moderate: si preoccupavano anche di non interferire con i quiz Invalsi, da sempre boicottati nella scuola da genitori, studenti e docenti. Gli apparati del Ministero intervengono oggi a dare manforte ai sindacati complici, spostando al 7 maggio le prove invalsi previste per il 5 maggio. Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda, che mai si sono opposti e mai hanno avuto intenzione di opporsi alle prove Invalsi, non si opporranno con tutta probabilità a questo vergognoso attacco al diritto di sciopero, quando potrebbero facilmente e velocemente avviare un ricorso per comportamento antisindacale. L'aspetto più grave della vicenda è che il sistema Invalsi è al centro dell'impianto del Ddl Renzi e non si comprende come si possa chiamare la scuola a scioperare contro »La buona scuola« e contemporaneamente garantire la sopravvivenza dei quiz». Per tutti questi motivi, nel contesto della mobilitazione generale contro il Ddl «La buona scuola», l'Usb ha indetto gli scioperi annunciati oggi.

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