Cocoricò, fallita la discoteca
simbolo della movida romagnola

Fallito il Cocoricò,
la discoteca simbolo
La fine di un mito
Era il simbolo della movida romagnola.  Il gruppo Cocoricò, cui fa capo la celebre discoteca di Riccione, è stato dichiarato fallito lo scorso 4 giugno dal Tribunale di Rimini, che ha respinto la richiesta di concordato preventivo fallimentare e ha nominato un curatore. A far partire l'iter è stata l'Agenzia delle Entrate, al centro della cui azione ci sarebbe il mancato versamento delle imposte. Il prossimo 25 ottobre si svolgerà l'esame dello stato passivo del locale dove si capirà quanti sono coloro che vantano crediti verso il Cocoricò.

La discoteca, già finita sotto i riflettori nel 2015 per la morte di un 16enne per overdose, era stata sanzionata con una sospensione della licenza dal Comune di Riccione nel 2018 per non aver pagato la Tari, e dall'Erario, per non aver pagato le tasse. A gennaio, poi, la discoteca era stata sottoposta a un sequestro preventivo, disposto dal tribunale di Rimini, per un totale di oltre 800 mila euro, cioè l'equivalente delle imposte risultate evase in seguito agli accertamenti effettuati nel 2018 dalla Guardia di Finanza. Guai a cui si aggiunsero alcuni problemi legati al mancato pagamenti di artisti, tra cui la Danceandlove, società fondata dal dj Graby Ponte, che ha chiesto il sequestro dei marchi Coc
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Giovedì 13 Giugno 2019, 13:14 - Ultimo aggiornamento: 13-06-2019 13:19

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