Raid notturno dei ladri in due imbarcazioni: il bottino ammonta a 50mila euro. Al porto non era mai successo prima

Martedì 2 Marzo 2021 di Emidio Lattanzi
Raid notturno dei ladri in due imbarcazioni: il bottino ammonta a 50mila euro. Al porto non era mai successo prima

SAN BENEDETTO  - Un furto così imponente non ha davvero precedenti al porto di San Benedetto. Oltre cinquantamila euro il bottino per un blitz avvenuto a bordo di due pescherecci, (imbarcazioni specializzate nella pesca volante) la “Nina Madre” e la “Maria Assunta”, entrambe di proprietà della società dei fratelli Raffaele.

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Domenica notte quando sono saliti a bordo per la ripresa delle attività settimanali, si sono trovati di fronte alla plancia di comando completamente spogliata di tutte le apparecchiature. Dai radar agli scandagli ai monitor. Tutto sparito nel nulla, trafugato da qualcuno che, verosimilmente, ha raggiunto la banchina a bordo di qualche furgone sul quale ha poi caricato tutta la refurtiva. Difficile persino capire quando i ladri siano entrati in azione. L’unico indizio è un orologio che, durante il furto dei malviventi, è caduto a uno di loro .

«La pila si è staccata - spiega Angelo Raffaele, legale rappresentante della società armatrice - ed è rimasto fermo sulle 12 e 15. Io credo che si tratti di mezzanotte e non di mezzogiorno, sarebbe impossibile pensare che qualcuno in piena mattinata possa avere messo a segno il furto senza essere minimamente visto».

Così il furto dovrebbe essere avvenuto nella notte tra sabato e domenica se non addirittura in quella tra domenica e lunedì senza che nessuno si rendesse conto di nulla fino a quando domenica notte qualcuno non è entrato per avviare i motori scoprendo il raid. «Il motorista non ha trovato più niente - continua Raffaele - prima è salito sulla “Nina Madre” e poi sulla “Maria Assunta”, trovandosi di fronte alla stessa scena. Tutto era stato ripulito dai ladri. Ora ci troviamo in queste condizioni, con le plance completamente ripulite, un danno di oltre cinquantamila euro e con due barche lunghe trenta metri che sono ferme perché, tra le varie cose che ci hanno portato via, c’è anche il quadro del motore e senza quello la barca non si avvia». 

 


Tra l’altro in giornate molto importanti dal momento che il settore del pesce azzurro è fermo per lo stop biologico che tiene ai box le lampare e con le volanti che sono le uniche autorizzate ad uscire per questo genere di pesca. «Questo è un periodo molto importante - spiega Raffaele - e siamo costretti a perdere tempo in questo modo». 


Si tratta di un episodio grave e privo di precedenti simili avvenuti nel porto. «Qualche episodio è capitato in passato - ricorda - ma si tratta di furtarelli di poco conto. Un ricordo del genere io purtroppo non lo rammento» conclude con amarezza Raffaele. Sul furto avvenuto al porto ora stanno indagando le forze dell’ordine. Le indagini si concentrano sull’orologio recuperato che potrebbe fornire utili elementi ai fini dell’indagine per risalire agli autori del furto nelle due imbarcazioni.

 

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