Giovane dona il midollo osseo che finisce in Australia: «Sei il mio eroe» gli scrive la donna che ha salvato e lui si tatua le parole sul braccio

Sabato 18 Settembre 2021 di Stefania Serino
Armando Cosenza

SAN BENEDETTO - «Mi hai salvato la vita, sei il mio eroe”. Lo ha scritto la donna che è guarita dalla leucemia grazie al trapianto di midollo osseo donato da Armando Cosenza, nelle lettera fatta recapitare in anonimo al donatore 29enne di San Benedetto. Un messaggio che Armando ha voluto imprimere per sempre sulla sua pelle, con un tatuaggio. Oggi è testimonial di Admo per sensibilizzare soprattutto i giovani: «Donate, la vostra generosità può cambiare l’esistenza di persone appese a un filo». 

 


Armando otto anni fa si iscrive al Politecnico di Torino. Un giorno partecipa ad una iniziativa organizzata da Admo Associazione Donatori di Midollo Osseo: «Decisi di iscrivermi avendo capito che potevo salvare una vita». Armando, successivamente lascia Torino e si trasferisce nuovamente a San Benedetto. Resta in contatto con Admo, è nel registro donatori. Il 1 agosto del 2018 il 29enne riceve una telefonata. È l’ospedale di Torino che gli comunica della compatibilità primaria con una persona che ha bisogno di un trapianto di midollo osseo: «Quando ho appreso la notizia - racconta - in un primo momento sono rimasto sorpreso, ma subito dopo mi sono attivato». Armando effettua tutti i controlli del caso presso l’ospedale Mazzoni di Ascoli. La sua cartella clinica arriva a Torino e vola in Australia. Dall’altra parte del mondo infattii c’è la donna, ingegnere e madre di due figli malata di leucemia che aspetta il trapianto. Accertata definitivamente la compatibilità, Armando si sottopone all’intervento. 


È il 10 dicembre 2018: «È durato circa un’ora, la settimana successiva ho avvertito un po’ di debolezza ma poi ho ripreso regolarmente la mia vita senza intoppi. Ho una sorella medico e la mia famiglia mi è stata di grande sostegno». Tre mesi dopo arriva la vera sorpresa: «Mi chiamano dall’ospedale di Ascoli dicendomi che c’è una lettera per me da registro donatori di midollo osseo. La lettera viene aperta, vengono oscurati i dati sensibili per preservare l’anonimato del mittente ma leggo qualcosa che mi tocca il cuore: «Sei il mio eroe, mi hai salvato la vita». Armando è incredulo quanto emozionato, quella frase di ringraziamento speciale dalla donna australiana ha voluto imprimerla per sempre su di sé con un tatuaggio sul braccio che mostra con orgoglio. Nel giugno dell’anno successivo riceve un’altra lettera dove la stessa gli racconta della sua vita che è tornata alla normalità grazie al trapianto, parla questa volta di un raggio di luce in un mondo che la leucemia aveva reso oscuro.

«Sto scrivendo anch’io - confessa Armando - una lettera per lei. Con Admo torneremo nelle scuole per sensibilizzare i ragazzi”. «Per donare - spiega Elvezio Picchi presidente regionale Admo - occorre avere un’età compresa tra i 18 ed i 35 anni, avere un peso corporeo di almeno 50 chili e godere di buona salute».

 

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