Le due palazzine ex Santarelli ospitano i senza fissa dimora: c'è un varco per rendere possibile l'accesso

Domenica 17 Ottobre 2021 di Marco Braccetti
Le due palazzine ex Santarelli ospitano i senza fissa dimora: c'è un varco per rendere possibile l'accesso

SAN BENEDETTO -  La forza della disperazione rompe qualsiasi barriera. Divelta una recinsione nelle ex “Palazzine Santarelli”. Nonostante i numerosi interventi contenitivi ed i periodici controlli, quel grande immobile incompiuto presso l’area portuale sembra tornato ad essere punto di riferimento per sbandati e senza-tetto. Sì, perché ultimamente qualcuno ha creato un vero e proprio varco nel cancello posto su via Amerigo Vespucci. 

 


Un passaggio grande a sufficienza per permettere ad una persona di entrare e uscire senza troppa fatica. Ora che le temperature iniziano ad abbassarsi e, soprattutto di notte, il freddo si fa sempre più pungente, gli uomini e le donne senza fissa dimora che frequentano la Riviera si attrezzano come possono. E non è un mistero che quella particolare zona della città sia spesso utilizzata come “ultimo rifugio”, soprattutto da extracomunitari. Quasi tre anni fa, nel novembre 2018, le forze dell’ordine effettuarono un blitz in grande stile. In campo poliziotti, finanzieri, carabinieri, vigili urbani e operatori della guardia costiera. Lì vennero individuate quattro persone: tre nordafricani ed una proveniente dall’Est-Europa. Ma, soprattutto, gli agenti in divisa fotografarono una situazione di profondo degrado: feci e urine a pochi centimetri dai materassi e dalle coperte usate per dormire.

Un “Grand Hotel del degrado” che dava ospitalità ad almeno una decina di sbandati. Anche a seguito di quell’operazione, il perimetro venne rinforzato, per evitare nuove intrusioni abusive. Ma, oggi, l’allarme torna a suonare, proprio in conseguenza di quella falla sul cancello: indizio lampante che qualcosa all’interno sta nuovamente succedendo.


Non bastasse questa situazione, sempre nel quartiere San Filippo Neri c’è un caso molto simile, anche questo finito più volte nel mirino delle forze dell’ordine. Ma, come in un circolo vizioso, le cose tornano sempre al punto di partenza. Parliamo dell’ex complesso industriale di via Calatafimi. «L’edificio, già diroccato, pieno di erbacce incolte ed animali, è oltretutto diventato rifugio di persone senza fissa dimora» disse l’anno scorso il presidente Maurizio Di Giacinto, annunciando un un esposto in Procura ed ai carabinieri. Un grido, sembra, inascoltato.

 

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