Morte di un operaio di 44 anni sul lavoro, “Striscia la notizia” all’ospedale per fare luce sulla tragedia

Venerdì 26 Novembre 2021
Morte di un operaio di 44 anni sul lavoro, Striscia la notizia all ospedale per fare luce sulla tragedia

MONSAMPOLO  - Blitz ieri mattina all’ospedale Mazzoni di Moreno Morello, inviato della trasmissione “Striscia la notizia”. Il motivo? Fare luce sulla morte di Simone Santinelli, operaio di Corridonia di 44 anni, papà di una bimba di quattro anni e mezzo. L’inviato di “Striscia” ha sentito il capodipartimento del servizio, Claudio Angelini, che ha fornito la sua versione dei fatti. 

 
L’operaio il 17 dicembre scorso, stava effettuando lavori di rimozione dell’amianto dal tetto di un capannone a Monsampolo del Tronto quando precipitò da un’altezza di circa 10 metri. La Procura di Ascoli ha aperto un’inchiesta tuttora in corso a carico del legale rappresentante della società per la quale lavorava la vittima e del direttore dei lavori e coordinatore della sicurezza ma i familiari della vittima la compagna, il fratello e la mamma, tramite il loro legale Sandro Giustozzi hanno depositato a marzo scorso un esposto per chiedere di verificare eventuali disfunzioni o omissioni da parte dell’organo deputato alla vigilanza del rispetto delle norme sulla sicurezza sugli ambienti e luoghi di lavoro, gli ispettori dell’Asur.

«Di solito – ebbe modo di spiegare l’avvocato – le responsabilità vengono ricercate nelle ditte coinvolte, ma noi riteniamo che si debba accertare le inadempienze anche di chi è deputato a controllare». La questione sintetizzata dal legale è questa: il lavoro da eseguire era imponente, «si parla della rimozione di oltre mille quintali di amianto - ha precisato Giustozzi – per un appalto di quasi un milione di euro» in cui l’importo degli oneri della sicurezza sarebbe stato minimo. A gennaio 2020 la ditta inviò all’Asur il piano di lavoro a cui non sarebbe alcuna comunicazione, tale da determinare l’approvazione tramite il silenzio-assenso, e a dicembre la ditta comunicò l’inizio dei lavori. Nel mezzo ci fu la diffusione del Covid e l’emissione di vari Dpcm con specifici protocolli anti-contagio a tutela dei lavoratori. Il piano di lavoro quindi, secondo i familiari, avrebbe dovuto essere adeguato alle nuove norme e l’Asur avrebbe dovuto prescrivere alla società esecutrice di integrare il piano prima che iniziasse l’intervento edilizio. Santinelli, che a causa di precedenti infortuni aveva perso la vista ad un occhio e zoppicava, era stato impiegato per quel tipo di lavoro così impegnativo. I familiari della vittima hanno richiesto all’Asur un risarcimento di un milione e mezzo di euro. Cgil e Anmil hanno già anticipato la volontà di costituirsi parte civile quando verrà instaurato il processo.

 

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