Ascoli, riapertura scuole: locali per i casi sospetti e personale gli incubi dei presidi

Ascoli, riapertura scuola: locali per i casi sospetti e personale gli incubi dei presidi
Ascoli, riapertura scuola: locali per i casi sospetti e personale gli incubi dei presidi
di Luigina Pezzoli
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Mercoledì 26 Agosto 2020, 03:50

ASCOLI - Scuola al tempo del Covid: i dirigenti scolastici sono a lavoro già da tempo per essere pronti a riaprire le porte ai propri studenti. Dalle aule dedicate all’accoglienza per casi sospetti, all’individuazione di referenti scolastici formati sulle procedure da seguire fino ad un eventuale ritorno alla didattica alla distanza.

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Sono tante le misure di prevenzione stilate dal Comitato tecnico scientifico che forniscono le indicazioni in vista della riapertura. Ma i timori sono tanti perchè nessuno nasconde che la scuola potrebbe tramutarsi in un focolaio a rischio non ci sono solo gli studenti e i loro genitori ma anche il personale scolastico. Ecco perchè le misure di sicurezza sono al setaccio.
 
I decaloghi
«Ci stiamo organizzando sulla base di tutte le indicazioni che ci sono già pervenute ed altre che stanno arrivando in questi giorni - dice Silvia Giorgi dirigente dell’Isc Borgo Solestà Cantalamessa. Stiamo lavorando su documenti e decaloghi ancora non definiti. Non ho problemi di spazi, riuscirò a trovare un locale deputato all’accoglienza momentanea dello studente sospetto Covid in caso di necessità. Certo è che determinate regole ci sono sempre state: ogni volta che un ragazzo è stato poco bene abbiamo sempre provveduto a tenerlo riguardato chiamando subito la famiglia, ovvio adesso ci sarà un’attenzione particolare. Per quanto riguarda la didattica a distanza facciamo tesoro dell’esperienza che abbiamo avuto durante il lockdown ed è parte integrante del nostro piano di offerta formativa. Nel caso dovesse essere necessario attingeremo a questa esperienza, anche in maniera parziale». È già stato individuato un ambiente dedicato all’accoglienza e isolamento dei casi sospetti da Arturo Verna, preside “Stabili -Trebbiani”: «Si tratta di aule in cui il ragazzo che sta poco bene attenderà l’arrivo dei genitori. Due collaboratori, con tutti i dispositivi di sicurezza previsti dal protocollo, gli faranno compagnia. Ho già nominato un dipendente amministrativo in qualità di referente scolastico adeguatamente formato sulle procedure da seguire. Fondamentale il buon senso dei genitori». Pronti per gestire la didattica in presenza all’istituto “Mazzocchi - Umberto I” come afferma il dirigente Nazario D’Amato: «Ci siamo attrezzati per garantire la didattica in presenza. Abbiamo identificato le aule didattiche e la sala di attesa per quanto riguarda i casi sospetti. Per il resto stiamo definendo i dettagli, anche sulla base delle indicazioni diffuse dell’Ufficio scolastico. Il Cts sta lavorando a più riprese, quindi dobbiamo ancora capire nel dettaglio come organizzarci. Il nostro obiettivo è arrivare preparati ai diversi scenari che ci troveremo ad affrontare». Rosanna Moretti dell’Ulpiani dichiara: «Nel convitto abbiamo individuato uno spazio anti Covid: una stanza con bagno in cui il ragazzo resterà il tempo utile che servirà per contattare la famiglia. Presenti un’infermiera e il coordinatore del convitto con qualifica di primo soccorso e formazione antincendio. Per le sedi di Agraria e Alberghiero abbiamo individuato due stanze, una per ogni sede, e i referenti con titolare e sostituito, muniti di attestazioni come primo soccorso o antincendio. I titolari sono professori affiancati da assistenti tecnici. Resta il fatto che la responsabilità finale è sempre del dirigente scolastico e ciò preoccupa. Didattica a distanza per i corsi di recupero, al via il primo di settembre. Sarà inoltre necessaria la Dad nel momento in cui si creeranno dei focolai». La dirigente dell’istituto “Orsini -Licini” Nadia Latini sottolinea come « Allo stato attuale non rilevo problemi per la individuazione dei cosiddetti spazi per l’ eventuale, temporaneo isolamento e del referente». Già individuata durante gli esami di maturità l’aula di isolamento al liceo Scientifico Rosetti di San Benedetto come spiega la dirigente Stefania Marini: «A breve individueremo il referente e stiamo valutando come muoverci per quanto riguarda la didattica a distanza in base alle linee guida ma anche alle difficoltà di trasporto degli studenti».

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