Ascoli, il caro affitti letale come il Covid: chiudono altri negozi in centro

Ascoli, il caro affitti letale come il Covid: chiudono altri negozi in centro
Ascoli, il caro affitti letale come il Covid: chiudono altri negozi in centro
di Luca Marcolini
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Lunedì 22 Giugno 2020, 10:14

ASCOLI - C’è un problema che pesa come un macigno, in questa fase della ripartenza, sulla tenuta del commercio ascolano. In un momento di gravi difficoltà economiche dopo mesi di chiusura forzata, una delle maggiori criticità è il peso degli affitti, con canoni che in questa fase diventano proibitivi per i bilanci delle attività. E a testimoniare i primi effetti negativi sulle presenze commerciali nel centro storico di Ascoli ci sono i crescenti cartelli “Affittasi” che spuntano sempre più spesso, soprattutto nelle vie più centrali, sulle vetrine di locali che finora ospitavano negozi. 

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Su questo aspetto, ora, l’Arengo intende avviare – secondo quanto previsto anche nel Piano che abbiamo definito “salva commercio” – una serie di confronti con i proprietari di locali commerciali per sensibilizzarli verso una riduzione, almeno temporanea, dei canoni d’affitto o almeno in una rateizzazione degli stessi in questa fase in cui per le attività le spese sono tante ma gli incassi latitano.
 
E in tale direzione, il sindaco Fioravanti invierà nei prossimi giorni anche un sollecito al Governo per chiedere di attivare un credito d’imposta proprio per chi deciderà di ridurre o rateizzare in sei mesi l’affitto degli ultimi tre mesi. Quello degli affitti, problema già evidente prima dell’emergenza del Coronavirus, può essere un nodo da sciogliere molto importante per consentire alle attività, specie in centro, di reggere l’urto e andare avanti. 
Lo stop
E purtroppo le conseguenze negative si sono già viste nel momento in cui con lo stop alle attività e, quindi, agli incassi, diversi commercianti hanno deciso di mollare o, per togliersi dal bilancio canoni di affitto non sostenibili, hanno deciso di trasferirsi. Qualcuno ha deciso di abbassare definitivamente le serrande dopo oltre due mesi di lockdown e con la prospettiva di altri mesi di sofferenza. Qualcun altro, invece, si è trasferito dal centro a Porta Maggiore mentre qualcuno, pur di restare nel cuore della città, ha individuato qualche altro locale sempre in centro ad un canone d’affitto più accessibile. E i più colpiti, da questo punto di vista,in questo momento, sono soprattutto i negozi di abbigliamento, con qualche attività importante e presente da anni che, per l’appunto, ha dovuto scegliere di fermarsi o di trovare un’altra sede. Mentre si sta procedendo con i bonus per le attività in difficoltà, le riduzioni Tari e l’esenzione Tosap, il sindaco Fioravanti insieme agli assessori Stallone (commercio) e Corradetti (bilancio) intende attivare una duplice azione per cercare di tamponare l’emergenza affitti. 
L’emergenza 
«Quello degli affitti, in questa situazione già difficile – spiega il primo cittadino – sta diventando una criticità molto importante che rischia di minare la sostenibilità delle attività commerciali. Noi, come indicato nel nostro Piano di interventi, avvieremo già nelle prossime settimane i contatti con tutti i proprietari di locali commerciali per sensibilizzarli sulla situazione e per invitarli ad andare incontro agli operatori che utilizzano i loro locali con una riduzione temporanea o una rateizzazione dei canoni». «Nel frattempo – conclude Fioravanti – invierò un sollecito al Governo affinché si valuti la possibilità di un credito d’imposta nei confronti di tutti i proprietari di locali commerciali che ridurranno o rateizzeranno i canoni d’affitto degli ultimi mesi». 

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