Ascoli, la falsa ripartenza: «Affitti alle stelle e pochi clienti: chiudiamo»

Domenica 7 Giugno 2020 di Filippo Ferretti
Ascoli, la falsa ripartenza: «Affitti alle stelle e pochi clienti: chiudiamo»

ASCOLI-  Falsa ripartenza. Molti commercianti non sono riusciti a superare indenni il lockdown. Se il settore del food cerca di sopravvivere, è il resto delle attività commerciali a soffrire particolarmente, considerando che le affluenze degli acquirenti, anche dopo il termine della quarantena, è scarso.

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Secondo le prime stime già il 5 % dei negozi di Ascoli ha chiuso i battenti o sta per farlo. Si tratta di esercizi anche storici, i cui titolari sono giunti alla consapevolezza che, in base a tutti questi disagi, non valga più la pena andare avanti. Considerando che l’area del centro storico continua a dover fare i conti anche con affitti salatissimi, impossibili da sostenere con l’esiguità degli incassi. 
 
Le boutique
Boutique che per decenni sono state una vera istituzione, come “Finalmente Uomo” di corso Mazzini e “Interno 26” (in foto) in via Cairoli, oggi hanno smesso di funzionare. Ma se per quanto riguarda la prima attività, i clienti potranno continuare ad usufruire del servizio presso il negozio di via Mari, nel secondo caso si tratta di vero forfait. Un abbandono che ha lasciato l’amaro in bocca ai giovani in cerca di un fashion elegante ma alternativo che servito varie generazioni. 
Il cambiamento
«Il commercio è cambiato, la città è cambiata. Ho scelto di cedere il passo» ha spiegato il titolare Umberto Parissi, che fin dagli anni Ottanta è stato un vero innovatore nel campo dell’abbigliamento maschile. Non va meglio neppure per alcune aziende che hanno operato felicemente nella ristorazione, visto che dopo il lockdown le loro saracinesche sono rimaste abbassate, come “NaturHouse” in via dei Tibaldeschi il “Poggio” in via Dino Angelini. Almeno per ora. E’ pronto ad abbandonare l’attività anche lo staff della “Bottega Equo e Solidale”, che per 16 anni ha accolto clienti non solo ascolani a Largo Crivelli. «Abbiamo organizzato eventi e banchetti con lo scopo di rendere il consumatore critico e consapevole, perché il commercio equo è soprattutto tutela dei diritti di chi produce, rispetto per l’ambiente e qualità del prodotto finale » hanno detto i proprietari, che si augurano di poter riprendere presto tale percorso. Intanto, per tentare di salvare il commercio, il sindaco Marco Fioravanti e l’assessore Nico Stallone hanno messo a punto lo stanziamento della somma di un milione di euro, volta a rilanciare ed investire su commercio e attività artigianali, grazie ad un piano specifico composto da vari interventi per tutti gli esercizi, tra cui la possibilità dell’utilizzo gratuito di spazi pubblici esterni per tutto l’anno. Basterà?

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