Muore in ospedale e gli rubano la fede
Acquisiti i filmati, l'appello del figlio

Martedì 16 Luglio 2019 di Sabrina Marinelli

SENIGALLIA - Rabbia e sgomento in ospedale dove è stata rubata la fede ad un 82enne di Borgo Bicchia appena deceduto. Il figlio, dopo aver sporto denuncia ai carabinieri, ha scritto un post su Facebook sperando che qualcuno potesse aiutarlo a recuperarla. Era un ricordo che la madre vorrebbe infatti conservare.

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Un gesto di sfregio, di totale mancanza di rispetto, avvenuto subito dopo la tragedia. «È accaduto giovedì mattina – racconta il figlio, nel chiedere di non divulgare le generalità -, sono salito in ambulanza insieme a mio padre e sono rimasto con lui al pronto soccorso». 
 

Continua il racconto: «Quando è morto l’hanno trasferito in una stanza in attesa di effettuare l’ultimo tracciato dell’elettrocardiogramma. Aveva ancora la fede al dito». Nel frattempo sono arrivati al pronto soccorso altri parenti e il figlio si è allontanato per andare incontro a loro. Effettuato il nuovo esame, la salma è stata trasferita in una bara di metallo nell’obitorio dell’ospedale.

«Al pronto soccorso anche un’infermiera mi ha confermato che la fede c’era – prosegue il figlio –, mio padre infatti aveva una piccola ferita nel dito e, anche se morto, lo aveva medicato. Nella camera mortuaria dell’ospedale è rimasto da solo fino a quando è arrivata l’impresa che ha provveduto al trasferimento nella casa funeraria».

L’attenzione è ricaduta sui tossicodipendenti che si aggirano spesso intorno e dentro la camera mortuaria. «Premetto che ho fatto il post solo per ritrovare la fede – aggiunge il figlio – non voglio accusare nessuno anche se so che c’è il Sert vicino all’obitorio. Finché ha fatto l’elettrocardiogramma ce l’aveva. Nella camera mortuaria dove è stato trasferito, ed è rimasto solo, non c’era più».

I carabinieri hanno acquisito i filmati delle telecamere che riprendono però solo il corridoio e non la stanza dove la fede sarebbe stata sfilata dal dito dell’82enne. Non si tratta di una vera nuziale ma di una realizzata per il 25esimo anno di matrimonio. All’interno non ci sono incisi data e nome. 

Dettagli che sarebbero stati utili per risalire all’anello rubato, nel caso qualcuno lo avesse ritrovato. Sono stati visionati anche i filmati della casa funeraria dove è arrivato già senza la fede. Purtroppo in ospedale non è la prima volta che accade. È successo non molto tempo fa anche in un reparto ed è accaduto in passato anche al pronto soccorso. Essendo un luogo aperto chiunque può accedere all’area ospedaliera. Tra i parenti dei pazienti o dei defunti però a volta si intrufolano sciacalli che, insensibili di fronte al dolore di chi ha appena perso un familiare, rubano ciò che trovano.

Ultimo aggiornamento: 10:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA