Osimo, ragazzo picchiato: «Non so
chi siano e non hanno rubato nulla»

Giovedì 12 Settembre 2019 di Giacomo Quattrini

OSIMO - «Non c’è nessuno che possa avercela con me, ma è strano pure che non mi abbiano rubato nulla quando ero a terra». Si tinge di giallo l’agguato di martedì a Campocavallo. A ripercorrerlo è la vittima, Gianmarco Artusa, 22 anni, magazziniere a Castelfidardo. Ieri mattina è andato al commissariato di Osimo per sporgere denuncia contro ignoti: i due uomini che lo hanno aggredito in strada per ora sono senza nome.

In realtà solo uno ha materialmente agito, prima sferrandogli un pugno in volto poi con calci e cazzotti quando era a terra. Gianmarco era uscito da lavoro e, verso le 17,30, ha parcheggiato vicino casa, in via Covo, tra la scuola materna e il bar Il Dolce Caffè. «Sono sceso e mi sono visto di fronte un ragazzo robusto alto almeno 1,85, mi ha dato un cazzotto in faccia rompendomi gli occhiali e così mi sono procurato un taglio», racconta. «Non sono riuscito a capire chi fosse perché –continua - aveva una felpa scura tirata su fin sopra il collo, ho visto solo gli occhi e la carnagione chiara».
 
Secondo il giovane non ci sarebbero persone che possano avercela con lui al punto da picchiarlo, per di più sulla strada più trafficata di Campocavallo, percorsa da chi si dirige da Castelfidardo a Osimo. «Sono fidanzato da due anni, non ho avuto problemi sentimentali o con amici, ma neanche di tipo economico o lavorativo, sono uno tranquillo», dunque Gianmarco esclude l’ipotesi di un regolamento di conti, a meno che non ci sia stato uno scambio di persona. La polizia, intervenuta martedì con una pattuglia, sta indagando sul litigio in luogo pubblico aggravato da futili motivi e lesioni personali. Si era ipotizzata anche la tentata rapina, ma «quando sono caduto per il cazzotto –spiega Gianmarco- mi sono scivolate le chiavi dell’auto, avrebbero potuto prenderle e scappare con la macchina o aprirla e rubare il mio borsello che avevo lasciato dentro, invece nel giro di 10 secondi mi hanno dato calci e pugni mentre ero giù e poi sono fuggiti. E’ li che ho visto un secondo ragazzo scappare».
Entrambi gli aggressori non hanno mai detto una parola, ma dalla descrizione della vittima erano entrambi giovani, sui 30 anni e di carnagione bianca. «Ho cercato di proteggermi evitando il peggio e ho urlato forte, così forse si sono spaventati e sono fuggiti», ha aggiunto il 22enne che ha riportato una ferita al naso e contusioni su braccia e gambe. A soccorrerlo una donna che passava con la auto in via Covo, che avrebbe visto i due ragazzi scappare. E nell’attesa dell’arrivo della polizia e della Croce Rossa che ha poi portato il 22enne all’ospedale di Osimo, si sono avvicinati a Gianmarco anche dei ragazzi che stavano nel bar: «Mi hanno detto che quei due balordi si aggiravano in zona da almeno un’ora fingendo di fare stretching lungo via Covo. E’ come se mi avessero aspettato». E a sua mamma, tra i primi a soccorrerlo, racconta che già da un paio di sere si aggiravano nel rione persone sospette. «Pensavo fossero dei ladri».

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