«L'ho accoltellato io, sono colpevole»: la confessione non convince, l'aggressione al pub resta un giallo

Mercoledì 22 Settembre 2021 di Giacomo Quattrini
«L'ho accoltellato io, sono colpevole»: la confessione non convince, l'aggressione al pub resta un giallo

OSIMO - Si sarebbe costituito l’autore dell’aggressione avvenuta domenica verso mezzanotte in un pub a Grotte di Loreto. Ma il condizionale è d’obbligo, perché la sua versione dei fatti non convince gli inquirenti, che al momento lo stanno solo indagando per tentato omicidio senza procedere nei suoi confronti con misure cautelari. 

 

Le indagini

Il quadro accusatorio è poco chiaro. Ieri mattina un giovane, anche lui di origini albanesi come la vittima dell’accoltellamento, si è presentato alla stazione dei carabinieri di Porto Potenza Picena, dove entrambi vivono. Agli uomini dell’Arma ha detto di essere l’aggressore spiegando che domenica sera fuori da un pub in frazione Grotte, al confine tra Loreto e Porto Recanati, ha avuto una brutta discussione con un conoscente di cui è coetaneo. Una litigata però degenerata a quanto pare per futili motivi. Ma il suo racconto non quadra, altrimenti sarebbe scattata subito la misura cautelare con l’arresto o quantomeno con l’obbligo di dimora per l’ipotesi di tentato omicidio o lesioni aggravate. 
Invece niente di tutto ciò. Le indagini sono seguite dalla Compagnia dei carabinieri di Civitanova, visto che la testimonianza è stata raccolta ieri dalla stazione di Porto Potenza, di cui fa parte, ma si avvale del Norm di Civitanova e di quello di Osimo, i cui militati sono intervenuti per i primi rilievi a Grotte domenica sera. L’unica cosa certa ora è l’identità della vittima, un 26enne albanese che ha già dei precedenti per droga (sarebbe collegato ad un’operazione svolta dai carabinieri di Macerata alcuni anni fa). Il ragazzo non può ancora testimoniare, perché è in rianimazione all’ospedale di Torrette per la perforazione intestinale dovuta alla coltellata subita all’addome di fronte al pub di Grotte dove si era recato con la fidanzata. Ed eccola la seconda figura al centro della storia tinta di giallo. La ragazza, di origini polacche, ha portato il fidanzato ferito al Punto di assistenza territoriale dell’ospedale di Loreto, senza chiamare il 118. I sanitari del Santa Casa, stabilizzato il 26enne e considerato che la ferita era molto grave, hanno poi disposto il trasferimento a Torrette per un intervento d’urgenza in piena notte. Ai carabinieri che l’hanno interrogata, la ragazza non ha saputo indicare con precisione l’identikit dell’aggressore e neanche il movente, se di stampo passionale, se per questioni professionali, o, come pare più verosimile, legate a vicende di spaccio con un conto in sospeso da saldare. 

I racconti

I militari di Osimo e ora quelli di Civitanova avrebbero raccolto altre testimonianze dell’accoltellamento, ma tutte poco utili, il che fa ipotizzare che l’aggressore sia una persona nota e temuta, forse per questo protetta. Tanto da sospettare che l’albanese che ieri ha confessato l’accoltellamento non sia il vero aggressore, o che non abbia agito da solo. Sono tanti insomma i punti di domanda. Nessuna ipotesi è esclusa in questa fase investigativa, che tenterà di scovare anche nella videosorveglianza di Grotte e Porto Recanati alcuni elementi utili per chiarire il quadro.

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