Servizio anacronistico e costoso: il bike sharing ora va in soffitta

Domenica 27 Settembre 2020 di Fabrizio Romagnoli
Servizio anacronistico e costoso: il bike sharing ora va in soffitta

JESI  - «Anacronistico e dai costi enormi». E così, a dieci anni dalla installazione e dopo una vita di funzionamento a singhiozzo, il servizio di bike sharing, per il noleggio delle bici elettriche del Comune, finisce per andare definitivamente in soffitta, nell’album dei ricordi. Le bici erano state rimosse da tempo, dovranno finire per sparire anche le colonnine delle postazioni di deposito e ritiro che erano ancora rimaste in città.

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«Andrebbero tolte - è stata la dichiarazione di resa dell’assessora all’ambiente e alla mobilità Cinzia Napolitano, che aveva ereditato il bike sharing dalle precedenti amministrazioni - all’inizio una speranza di poterlo recuperare c’era ma il servizio risulta oramai troppo costoso e superato».

Ad accendere i riflettori sugli ultimi residui del servizio di bike sharing comunale era stato Samuele Animali di Jesi in Comune, che aveva evidenziato come «in stazione e presso i giardini pubblici non sono mai state rimosse le colonnine e pensiline, presumibilmente perché parte di un futuro progetto di ripristino. Eppure non risulta che ciò faccia parte dei progetti relativi alla costruzione di piste ciclabili o alla loro manutenzione». E in effetti non ci sarà più posto in futuro per il servizio. Le postazioni erano già state rimosse dalle altre due sedi in cui si trovavano: piazza Pergolesi, approfittando del cantiere del rifacimento, e la riserva di Ripa Bianca. Restano appunto alla stazione e ai giardini pubblici di viale Cavallotti.

Fra gli elementi che chiariscono come ormai il servizio installato un decennio fa non possa più essere al passo coi tempi, l’assessore ha anche indicato come, per il suo utilizzo e l’affitto delle bici elettriche pubbliche, non sarebbe possibile utilizzare lo smartphone ma occorrerebbe ancora rivolgersi allo sportello del Susj per dotarsi della necessaria tessera. In pratica preistoria, alla luce delle evoluzioni della tecnologia.
Le bici erano state installate nel 2010 ma da allora hanno vissuto una travagliata storia fatta di blocchi frequenti e lunghe attese per il ripristino del funzionamento. Al punto che l’utenza potenzialmente interessata - trecento gli abbonati a cui si era originariamente arrivati in poco tempo- ha finito per disamorarsi e interrogarsi sul senso di un servizio costantemente fuori uso. Delle ventuno bici originarie finanziate dal Ministero dell’Ambiente, tre sono scomparse dopo essere stare rubate, le restanti erano già finite a tempo indefinito in magazzino. Ci finirà presto anche tutto il resto.

Intanto proseguono i lavori di realizzazione della nuova pista ciclabile di via King. L’assessora Napolitano ha incontrato i commercianti dell’area di via Paladini, preoccupati per la conseguente perdita di posti auto. «Ma il nuovo parcheggio, compreso nei lavori, proprio in via Paladini prevede la realizzazione di 38 stalli che compenseranno quelli perduti mentre la presenza della ciclabile migliorerà la viabilità stessa della zona, dato che attualmente gli autobus, con la carreggiata ristretta dalle auto in sosta, fanno fatica a passare» spiega l’assessora. La pista ricollega il comprensorio scolastico che vede presenti Liceo Scientifico, Sbriscia, Cappannini e Collodi e unirà il PalaTriccoli ai giardini di viale Cavallotti. 

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