Paura nel casolare avvolto dalle fiamme, anziano ustionato e pompiere intossicato. Nel fienile c’erano bombole di gpl

Giovedì 16 Settembre 2021 di Talita Frezzi
Il casolare in fiamme a Jesi

JESI - Brucia le sterpaglie davanti casa e l’incendio si propaga al fienile, fino ad aggredire l’abitazione. Allarme per un vasto incendio scoppiato ieri mattina verso le 11 in un casolare agricolo di via Santa Lucia, stradina che si dirama da via San Marcello nelle campagne, praticamente alle spalle dell’alimentari di Gilberto Ciattaglia. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, sembra che il proprietario dell’abitazione, Gino Baglioni 72 anni, stesse bruciando delle sterpaglie davanti casa.

 

Il fumo acre
Le aveva spente, ed era rientrato in casa. Improvvisamente avverte un acre odore di fumo, si affaccia dalla finestra e vede che le sterpaglie sono diventate un rogo fuori controllo che ha aggredito il fienile, dove sono ricoverati attrezzi, mezzi agricoli e anche delle bombole di gpl. Chiama il 115 e si dirige verso il fienile, tentando di spegnere il fuoco. Lì dentro lo trovano poco dopo i Vigili del fuoco di Jesi, intervenuti sul posto con sei automezzi da Arcevia, Ancona e Senigallia.

Servono 6 autobotti e tre mezzi 4x4 per domare il vasto incendio che divora tutto quello che trova. I vigili del fuoco, entrando nel fienile per aggredire con gli idranti le fiamme dal fulcro, trovano l’uomo a terra ferito. E’ cosciente, ma ha inalato il fumo e ha un’ustione alla gamba. I pompieri allertano il 118, sul posto arrivano anche l’automedica del 118 di Jesi con l’ambulanza della Croce verde di Jesi. Ma presentando delle ustioni, dalla centrale operativa del soccorso di Ancona viene anche inviata sul posto l’eliambulanza Icar01 che atterra in un campo nelle vicinanze.

L’anziano viene soccorso e trasferito in codice rosso al Pronto soccorso dell’ospedale regionale di Torrette. Solo al termine degli accertamenti del caso, i medici decideranno di non trasferirlo al Centro Grandi Ustionati di Cesena, come era stato ipotizzato in un primo momento, in quando le ustioni riportate – di secondo grado – si sono limitate a una coscia. Il quadro clinico per fortuna si ridimensiona, così come l’ansia per la moglie (che al momento dell’incendio era uscita per delle commissioni) e i tre figli (che vivono con le loro famiglie e che erano al lavoro), nel frattempo avvisati del disastro.

Baglioni è stato ricoverato nel reparto di Dermatologia, le sue condizioni non sono gravi per fortuna. Grave invece la situazione in via Santa Lucia dove i pompieri hanno lavorato a lungo prima di spegnere le fiamme e mettere in sicurezza la zona. Apprensione per le bombole di Gpl, che si temeva potessero esplodere: a lungo i pompieri ne hanno tenuta bassa la temperatura, raffreddandole con degli schiumogeni in dotazione.

Durante le operazioni di spegnimento, anche un caposquadra (55 anni) è stato soccorso dai sanitari: trasportato dalla Croce verde al pronto soccorso dell’ospedale “Carlo Urbani” di Jesi, lamentava vertigini dovute a una lieve intossicazione. Le sue condizioni comunque non preoccupano, ha lasciato l’ospedale poco dopo essere arrivato in pronto soccorso. 


Traffico interrotto
Sul posto anche il Funzionario dei vigili del fuoco, la Polizia di Stato e la Polizia locale, che hanno interdetto la zona al traffico. Sembra che le fiamme si siano propagate rapidamente non solo per le tipologie di materiali stipati nella rimessa - dal fieno a legname, plastiche e contenitori di diverse dimensioni, cassette e miscele per alimentare i mezzi agricoli - ma anche a causa del vento. Ingenti i danni. La colonna di denso fumo nero era visibile fino a 10 chilometri di distanza e ha creato un certo allarme in città, temendo una nuova minaccia del fuoco come lo scorso agosto in via Montesecco.

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