L'infermiera disperata: «Casa inagibile da un anno e il tecnico ancora non si vede. Senza un tetto con un figlio di 11 anni»

L'infermiera disperata: «Casa inagibile da un anno è il tecnico ancora non si vede. Senza un tetto con un figlio di 11 anni»
L'infermiera disperata: «Casa inagibile da un anno è il tecnico ancora non si vede. Senza un tetto con un figlio di 11 anni»
di Gianluca Fenucci
4 Minuti di Lettura
Sabato 12 Marzo 2022, 06:30 - Ultimo aggiornamento: 13 Marzo, 10:08

FALCONARA - «In dieci minuti ho perso la mia prima e unica casa a Falconara il 21 gennaio 2021, a causa di una perdita d’acqua». Daniela è una falconarese acquisita, lavora come infermiera all’ospedale di Torrette, è disperata e non sa più a che santo votarsi. «Quel giorno, il 21 gennaio dell’anno scorso – dice la donna – non lo dimenticherò mai. Vivevo con mio figlio in un appartamento di una palazzina in via Aspromonte 17 a Falconara, dove abitavano diverse famiglie. Ci siamo accorti che c’era parecchia umidità su un muro e pensavamo ad una perdita d’acqua».


Il guasto

Continua Daniela: «Infatti, dopo una verifica, si è capito che la perdita idrica avveniva da una tubatura dell’appartamento al piano di sopra e che confluiva nell’appartamento attiguo al mio. Il problema è che nessuno abitava quell’appartamento che era all’asta e nessuno si era accorto che quella casa era invasa dall’acqua». Il racconto dell’infermiera, che è molto preoccupata soprattutto perché ha dei doveri verso il figlio minorenne di 11 anni, è circostanziato. «Appena ci siamo accorti del problema – continua Daniela – abbiamo telefonato al Comune che ha mandato un tecnico che però era specializzato nella cura del verde e non ci ha potuto dare risposte. Dopo pochi minuti sono arrivati i vigli del fuoco che in un attimo hanno dichiarato il mio appartamento inagibile al pari di quelli di altre 4 famiglie che abitavano nella palazzina. Ci è crollato il mondo addosso e mi sono ritrovata per strada con mio figlio». L’odissea di madre e figlio, però era appena cominciata. «In questo ultimo anno abbiamo fatto mille traslochi e abbiamo affrontato mille difficoltà: sono sola, con un lavoro a tempo pieno e non abbiamo avuto aiuti da nessuno, neppure dagli enti pubblici. Nel primo periodo ci hanno ospitato degli amici: tutti mi assicuravano che avendo un figlio minorenne e trattandosi della prima e unica casa di mia proprietà il problema si sarebbe risolto in poco tempo: per questo ho cercato affitti brevi ed invece ho già cambiato tre case in affitto nel giro di un anno ed io ho perfino dormito talvolta in ospedale». In un appartamento della palazzina vive ancora una famiglia, con un figlio disabile, che non ha la possibilità economica di sostenere spese per un altro alloggio. «Per l’appartamento vicino che è all’asta, in poco tempo è stato nominato dal Tribunale un consulente tecnico d’ufficio – prosegue la donna – mentre io attendo da mesi che ne venga nominato uno che si occupi della mia abitazione per quantificare i danni e poter poi iniziare i lavori di messa in sicurezza e il ripristino dell’agibilità per poter finalmente rientrare in casa». 

Lo scoramento

La disperazione prende il sopravvento e Daniela parla con un groppo in gola. «La cosa più triste è che non cerco soldi, non ho bisogno di altro – dice la giovane donna - voglio solo poter vivere nella mia casa, acquistata facendo mille sacrifici. Spero solo che il Tribunale nomini velocemente il consulente tecnico perché tutto dipende da questo aspetto. Il Comune mi ha risposto che non poteva aiutarmi perché si trattava di una disputa tra privati e io in 10 minuti ho perso la mia casa e, dopo un anno, sono disperata».

© RIPRODUZIONE RISERVATA