Rabini: «Nelle festività chiudete i supermercati e i negozi»

Venerdì 10 Aprile 2020
Lorenzo Rabini

CAMERANO  - Supermercati e negozi alimentari aperti anche nel weekend di Pasqua, il 25 aprile, il primo maggio e la domenica. Se in diversi comuni marchigiani ci sono attività che hanno optato per l’orario ridotto e avvisato la clientela della chiusura festiva, più in generale ogni singola iniziativa è lasciata al libero mercato in assenza di una diversa e uniformante disposizione da parte della Regione. Da qui l’appello rivolto al presidente delle Marche dal portavoce provinciale di Fratelli d’Italia, Lorenzo Rabini, affinché emani subito un’ordinanza per chiudere i negozi alimentari nelle festività, come è stato fatto in altre regioni d’Italia.

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«Sollecito il governatore Luca Ceriscioli ad una seria riflessione sulle disposizioni governative che hanno dato ai presidenti libera scelta circa gli orari e le aperture dei supermercati e di tutte quelle attività che hanno in vendita generi alimentari. Molte Regioni – spiega Rabini - hanno deciso di far abbassare le serrande nei giorni in cui ci sono ricorrenze particolari come appunto il periodo pasquale, il 25 aprile, il primo maggio e le domeniche. Questo per dare un po’ di respiro alle centinaia di persone che tutti i giorni stanno a contatto per lavoro con moltissima gente, rischiando le stesse conseguenze di tante altre categorie di lavoratori purtroppo molto esposte al rischio di contagio».

Lo scenario nel settore alimentare è quello di un aumento della clientela, in alcuni casi raddoppiata, anche a seguito della chiusura di mense e ristoranti. Il che si traduce in carichi di lavoro ulteriore anche per seguire le misure di sicurezza anti-coronavirus. «Con la chiusura di questi esercizi commerciali – conclude il portavoce per la provincia di Ancona di FdI – non soltanto si ridurrebbero le possibilità di rischio sanitario» ma verrebbe posta attenzione ad «un aspetto di carattere sociale e comunitario molto importante: lasciare queste giornate particolari agli affetti familiari del personale coinvolto. Un modo molto bello di far passare loro le festività con le persone più care».

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