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Bolletta da 10mila euro, l'ira del titolare: «Come si sopravvive?»

Bolletta da 10mila euro al Bar Luana di Ancona: «Così come si fa a sopravvivere?»
Bolletta da 10mila euro al Bar Luana di Ancona: «Così come si fa a sopravvivere?»
di Stefano Rispoli
3 Minuti di Lettura
Domenica 14 Agosto 2022, 03:25 - Ultimo aggiornamento: 15 Agosto, 10:01

ANCONA - «Com’è possibile? Non lo so nemmeno io. Fino all’anno scorso pagavo al massimo 2700 euro al mese. Adesso mi ritrovo con questa bolletta di luglio da quasi 10mila euro. Per fortuna abbiamo le spalle larghe, ma mi chiedo: chi si affaccia al mondo della ristorazione in questo periodo, come fa a sopravvivere?».

Probabilmente meglio rinviare l’investimento a un’altra epoca storica, quando la crisi energetica sarà finita. Il rischio è trovarsi di punto in bianco a dover far fronte a bollette-salasso, come quella piovuta addosso al Bar Luana, abituale pit-stop per lavoratori e automobilisti alla Baraccola: 9.809 euro (virgola 41) da pagare entro il 30 agosto per il solo mese di luglio. 


Lo choc


La voce principale è rappresentata dall’energia elettrica: 8.946,67 euro, a fronte di 862,74 euro di gas. Una bolletta-monstre che Lorenzo Marchetti, titolare del bar di via Primo Maggio, non si aspettava neanche lontanamente di ricevere. «In un mondo normale, pagavo al massimo 2600-2700 al mese di elettricità - racconta -. Dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, siamo arrivati a circa 5mila euro. Ok, sapevamo degli aumenti ed eravamo pronti. Ma questa bolletta da quasi 10mila euro è esagerata, anche se a luglio ha fatto molto caldo e abbiamo tenuto spesso accesi i condizionatori, oltre a frigoriferi e congelatori. Quando ho aperto la mail e ho visto la cifra da pagare, all’inizio ho pensato a uno sbaglio. Poi mi sono messo gli occhiali e ho realizzato che, purtroppo, non era un errore. Il tutto in un mese in cui abbiamo pagato le quattordicesime e i contributi doppi per i nostri 12 dipendenti, tutti assunti con contratti regolari e a tempo pieno».

I rincari

Senza contare i rincari generalizzati delle materie prime. «Io ho anche un’azienda che produce caffè - spiega Marchetti -. I carichi che prima pagavamo 45mila euro, adesso sono arrivati a quasi 90mila. In pratica, i prezzi sono raddoppiati. Di fronte a questo scenario, noi stringiamo i denti e andiamo avanti perché abbiamo cinquant’anni di esperienza alle spalle e una situazione finanziaria solida, anche perché lavoriamo molto, ogni giorno. Ma chi dovesse intraprendere un lavoro come il nostro, in questo momento, non so come potrebbe fare: sono davvero tempi duri». 

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