Andreea, ancora nessuna traccia. Altra perizia sugli oggetti di Simone, nel mirino c’è il sangue sul giubbotto

Giovedì 21 Aprile 2022 di Talita Frezzi
Andreea con il fidanzato Simone e un sopralluogo nel casolare di Montecarotto

JESI - Nel giallo sulla scomparsa di Andreea Rabciuc, la 27enne di origini rumene che manca dal 12 marzo dopo una festa in una roulotte davanti a un casolare sulla Montecarottese, spuntano due elementi nuovi: il primo riguarda l’immediatezza delle ore di assenza della giovane, che si sarebbe incamminata da sola sulla Montecarottese la mattina di sabato 12 marzo tra le 6,30 e le 7 dopo un violento litigio col fidanzato. La mamma Georgeta ha riavuto il cellulare della figlia solo domenica pomeriggio quando Simone Gresti, 43enne, fidanzato di Andreea (e unico indagato per sequestro di persona) glielo ha riconsegnato dopo aver tentato un backup delle chat perché, preso dalla gelosia, temeva di trovare messaggi con altri uomini. 

 
La denuncia 
Ma proprio domenica alle 18,30 Simone avrebbe accompagnato la madre e il compagno di lei dai Carabinieri di Jesi per formalizzare la denuncia di scomparsa. Ma essendo consuetudine di Andreea allontanarsi anche per 2-3 giorni per poi tornare, la donna è stata invitata ad aspettare almeno 48 ore, magari sarebbe potuta rientrare. La denuncia è stata formalizzata il lunedì successivo e sono scattate le ricerche. Inoltre a Simone Gresti - che solo ora lascia trasparire eppure questo importante passaggio - ieri i Carabinieri hanno notificato che verrà eseguita un’altra perizia disposta dalla Procura sugli oggetti a lui sequestrati (due vetture, due giubbotti, due telefoni cellulari, un tablet e un pc). 


Gli accertamenti 
Un riscontro biologico che sarà eseguito nei prossimi giorni da un medico legale incaricato dal Pm Irene Bilotta, sulle tracce ematiche rinvenute su un giubbotto di Gresti. Si dovrà stabilire se quel sangue appartiene al 43enne (come sostiene lui, che ha dichiarato di aver subìto un’aggressione in un locale di Jesi) o se sia di Andreea. Intanto le indagini proseguono serrate, sia da parte della Procura con i Carabinieri di Jesi, l’analista forense Luca Russo e il suo staff di professionisti che da parte della difesa, in cui l’avvocato Emanuele Giuliani ha incaricato il servizio di intelligence messo in campo dai Servizi investigativi di Andrea Ariola. Continuano in caserma anche le audizioni delle persone che gravitavano attorno alla ragazza. Ieri a Mattino5 ha parlato Francesco, il proprietario del casolare sulla Montecarottese posto sotto sequestro: «Ad un certo punto Andreea ha preso e se ne è andata, come se avesse fretta ha voluto andare via, ha chiesto più volte il telefono, Simone voleva cercare di trattenerla, anche io ho cercato di calmarla, però lei si era agitata parecchio, ad un certo punto io sono uscito un attimo, poi sono usciti tutti quanti e lei ha preso e se ne è andata, poi lei ci ha mandato con il dito a quel paese. C’era qualcuno che l’aspettava? Penso proprio di sì, non si spiegherebbe tutta questa fretta per andare via». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA