«Mi faceva dormire in cortile con i cani». La picchia e le spezza la stampella, 43enne condannato a due anni e mezzo di carcere

La donna era stata aggredita in strada al Piano
La donna era stata aggredita in strada al Piano
di Federica Serfilippi
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Sabato 1 Maggio 2021, 10:45

ANCONA  - Aveva minacciato di morte e aggredito la moglie in strada, di fronte a un’agenzia immobiliare del Piano, rompendole anche la stampella sulla quale lei si sorreggeva. Il 4 marzo scorso, la furia dell’uomo era stata interrotta dall’arrivo tempestivo delle Volanti della questura. Lui, un 43enne anconetano, era stato arrestato con l’accusa di maltrattamenti in famiglia.

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Lei, seppur malconcia, aveva rifiutato il trasporto in ospedale per farsi refertare le lesioni subite ma aveva denunciato anni di soprusi pregressi impartiti dal marito. Quest’ultimo, ieri ha patteggiato davanti al giudice Maria Elena Cola la pena di due anni e sei mesi di reclusione.


Era difeso dall’avvocato Mosè Tinti. Sul 43enne, indagato anche per stalking in un altro procedimento sempre nei confronti della stessa vittima, pende la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla donna che lo ha denunciato. La moglie dell’imputato era stata trasferita, subito dopo la denuncia, in una struttura protetta in cui vengono collocate le vittime di violenza di genere. Si erano attivate le procedure del cosiddetto Codice Rosso. Stando a quanto emerso, l’aggressione era avvenuta dopo un banale litigio: la donna era andata in un’agenzia immobiliare di via Giordano Bruno per sbrigare delle pratiche. Avendo trovato qualche difficoltà, avrebbe chiamato in aiuto il marito che, una volta arrivato sul posto, se la sarebbe presa con moglie, tra insulti, minacce di morte («Ti ammazzo, ti squarto come un suino») e percosse. 


In un turbine d’ira, lui – secondo quanto era stato denunciato – le aveva anche rotto la stampella sulla quale la donna si sorreggeva per alcuni problemi di deambulazione. La violenza era stata fermata dall’arrivo tempestivo delle Volanti della questura di Ancona: avevano messo in sicurezza la vittima e poi ammanettato il 43enne con l’accusa di maltrattamenti. Lei, negli uffici della questura, aveva denunciato un passato fatto di tormenti e soprusi. Aveva anche raccontato agli agenti di essere stata costretta a dormire fuori dal letto coniugale, in una sorta di cortile annesso alla casa familiare e adibito al ricovero dei cani della coppia. 

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