L'attrice Foschi al Politeama di Tolentino con “Faccia un'altra faccia”: «Tornano in scena tutti i miei personaggi»

Sabato 16 Ottobre 2021 di Chiara Morini
L attrice Tiziana Foschi

TOLENTINO - Ridere e riflettere: è quello che si propone lo spettacolo “Faccia un’altra faccia”, in scena alle 21,15 di oggi, sabato 16 ottobre e alle 18 di domani, domenica 17, sul palco del Politeama di Tolentino. Protagonisti Antonio Pisu, che cura anche la regia, e Tiziana Foschi, nota, tra l’altro, per essere una dei fondatori della Premiata Ditta, negli anni ‘80. 
Tiziana, come mai ha scelto questo titolo?
«Innanzitutto perché è una frase a cui gli attori sono abituati: la dicono spesso quando si fanno i provini. Io la chiamo “l’arte di sentirsi inadeguati”. Narro situazioni a volte tragiche, affrontandole inevitabilmente, anche con un pizzico di comicità». 
Come nasce lo spettacolo?
«Dal desiderio di tirare fuori tutti i miei personaggi. Durante la pandemia ho scritto un corto, un film e altro, ma sentivo la loro mancanza. Dove loro, ovviamente sono i miei personaggi».
Può anticipare quali vedremo? 
«Ce ne saranno anche di quelli che facevo con la Premiata Ditta: dal personaggio femminile che non aveva un nome a donna Teresa, dalla calabrese, che in questo caso avrà le orecchie ancora più evidenti perché le metto fuori dal fazzoletto, alla “scenetta”. Era lo sketch, che tanto si utilizzava negli spettacoli comici negli anni ‘80 e ‘90, e che ancora è di moda: i piccoli racconti che danno uno spaccato di satira e di costume. E sì, Antonio Pisu mi aiuterà sul palco, canta e suona la chitarra. Devo dirle che mi diverto molto, ne avevo bisogno dopo aver portato in scena lo spettacolo dalla forte emotività che ho fatto con Cesare Bocci».
Di personaggi attuali cosa vedremo?
«Più che di personaggi posso dire che affronterò diverse tematiche. Dai rapporti uomo e donna, in una situazione particolare. Supponendo che l’uno sia stato “allevato” come una donna e che l’altra sia stata “allevata” come un uomo, cosa farebbero i due al primo appuntamento? Farò divertire con il sottile filo della satira, molto attuale, perché ritengo si debbano crescere uomini migliori e donne più consapevoli. Ma non dimentichiamoci che ad allevare gli uomini sono comunque, sempre, le donne. Farò il vecchio personaggio di “Eva”, degli anni ‘80, in una veste nuova: un monologo in cui lei dialoga con Dio».
Il pubblico riderà e rifletterà? 
«Più che ridere e riflettere, direi che si farà il punto della situazione. Con le donne che impareranno un po’ a prendersi in giro, soprattutto quando poi il visivo non corrisponde ai canoni prestabiliti». 
Che ricordi ha dei tempi della Premiata Ditta? 
«Siamo a metà anni ‘80, allora era difficile fare comicità pura per una donna. Gli anni ‘80 comunque mi piacevano davvero, in tutto, tranne che per gli stilisti. La musica invece era fantastica».
Progetti futuri? 
«Ho appena finito di girare “Il morso del ramarro”. Un mese abbondante passato a Chiavari dove sono stata molto bene. Nel film che ho scritto mi sono ritagliata un cammeo, gireremo a marzo. E per il corto, devo dire grazie alla collaborazione di Francesca Zanni». 
Tiziana Foschi e le Marche?
«Le amo. Le ho girate in lungo e in largo. In tournèe con Cesare Bocci, ma anche prima: mia mamma e i miei nonni sono marchigiani».

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