L'attore e regista Roberto Rossetti di Sant'Elpidio a Mare: «Sono un vero artigiano del teatro»

L'attore e regista Roberto Rossetti di Sant'Elpidio a Mare: «Sono un vero artigiano del teatro»
L'attore e regista Roberto Rossetti di Sant'Elpidio a Mare: «Sono un vero artigiano del teatro»
di Chiara Morini
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Giovedì 6 Ottobre 2022, 03:05

SANT'ELPIDIO A MARE - Roberto Rossetti, attore e regista, cantante, autore e docente, di Sant’Elpidio a Mare, ama il suo lavoro e anche la sua terra. Direttore artistico e produttore nella compagnia della Marca, ha recitato in musical e film. 
Rossetti, quanto è difficile il mestiere dell’attore?
«Io insegno in diverse scuole e accademie e mi confronto con i sogni e le aspettative di tanti giovani che con grande coraggio investono tutta la loro vita per raggiungere l’obiettivo di trovare, come diceva Socrate, “il proprio demone”, il talento. Non è semplice, a volte interviene un fattore culturale, lo stesso che fa considerare la musica a scuola materia “secondaria”, e invece non è così. In accademie americane ci sono attività per scoprire i talenti dei ragazzi, ai quali dico di fare fatica, l’unica che crea artisti. Ma in alcune realtà si insegnano. Dove c’è musica, arte e cultura c’è sensibilità».  
Quanto è importante la cultura in questo periodo?
«La visione di un operatore del settore culturale come me è diversa dalla maggior parte delle idee politiche. Si parla di ricchezza, mercati, ideologie, e l’unico modo per migliorare è quello culturale. Serve lungimiranza, invece vengono prima il denaro e la ricchezza: bisognerebbe lavorare sulla cultura in generale. Questo è l’aspetto principale, perché quando la cultura cresce e migliora nell’animo di una persona, cambia automaticamente il cammino di una persona, di un territorio o di una nazione. Serve pazienza, oggi si vive nel tutto e subito, invece servono progetti a lungo raggio».
Perchè è difficile fare carriera...

«È sempre complicato, spesso bisogna trasferirsi. Io sono uno dei tanti marchigiani che fa questo lavoro fuori, ma ho scelto di vivere a Sant’Elpidio a Mare. Nelle Marche ho conosciuto tanti professionisti, ma uscire serve e dà possibilità».
Ricetta valida anche nelle Marche?
«L’alternanza è sempre positiva, non si può giudicare all’inizio. Marche Storie è stato un bel evento. La ricetta però, e lo sostengo da anni, sarebbe quella di dare gli spazi della cultura in gestione a chi lavora nel settore. Per le Marche e l’Italia sarebbe una cosa epocale, per altri invece è scontata: se cerchi un posto letto vai in un hotel non in ferramenta, così come in un luogo di cultura va gestito con la consapevolezza, professionalità, passione e sensibilità di un attore, pittore o ballerina, o lavoratore del settore della cultura». 
Servirebbe quindi un artigiano del teatro, come nel suo spettacolo?
«L’ho rappresentato in una serata molto bella, con standing ovation del pubblico. Io mi considero un artigiano del teatro».
Cosa fa in questo periodo?
«Sarò protagonista del musical “The Last five years” di Jason Robert Brown: mi ha chiamato “La macchina del suono” dalla Toscana per esserne il protagonista insieme a Elena Talenti. Sarò Jamie».
A marzo sarà sul palco della sua città, Sant’Elpidio a Mare: quali emozioni?
«È sempre bello essere a casa e recitare qui, soprattutto con questo che è il mio 23esimo musical». 
Altri progetti in cantiere? 
«Farò due nuovi film, già ne ho fatti otto (tra cui “Criminali si diventa”, girato a Fermo), ho scritto una nuova produzione con la Compagnia della Marca, vorrei riportare a teatro “Aprite i vostri occhi”, poi c’è la collaborazione con Lighea».

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