“De bello gallico”, opera al debutto mondiale al Pergolesi di Jesi. Cesare raccontato come un campione di boxe

De bello gallico , opera al debutto mondiale al Pergolesi di Jesi, Cesare raccontato come un campione di boxe
“De bello gallico”, opera al debutto mondiale al Pergolesi di Jesi, Cesare raccontato come un campione di boxe
di Fabrizio Romagnoli
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Venerdì 24 Novembre 2023, 02:15 - Ultimo aggiornamento: 11:19
JESI - Un’opera tutta nuova, alla prima mondiale, che sceglie una storia antica, quella raccontata da Giulio Cesare sulla conquista delle Gallie da parte delle sue legioni. Una vicenda che parla di guerra e di potere, dominazione e distruzione, del dittatore che costruisce immagine e mito di sé per sedurre le masse e la storia. E un’opera che per farlo sceglie tono leggero e metafora sportiva, presenta Cesare e le sue battaglie come quelle di un campione di boxe. 


L’autore delle musiche


«Per me, ora ne sono convinto, si tratta di un’opera buffa. Proprio perché i temi sono così importanti, così drammatici, dovevamo trovare un tono leggero, buffo per arrivare al pubblico» dice Nicola Campogrande che di “De bello gallico”, opera al debutto assoluto questa sera alle 20,30 al Teatro Pergolesi di Jesi (ieri l’anteprima giovani, domenica alle 16 la replica) ha scritto la musica su libretto di Piero Bodrato. Due atti, tratti dai “Commentarii de bello gallico” di Caio Giulio Cesare, quelli di versioni su versioni dal latino più secco e netto che ci sia al Liceo. Una sfida. «Una scelta che abbiamo voluto fortemente, far parlare la musica d’oggi. Una grande sfida» conferma Lucia Chiatti, che dirige la Fondazione Pergolesi Spontini. «C’è il bisogno di vivere l’opera come una cosa che continua a nascere. Ed è importante che accanto ai titoli del repertorio ci sia il teatro di innovazione. La lirica non è un museo» abbraccia l’avventura Cristian Carrara, direttore artistico.


La scena


Sulla scena il baritono Giacomo Medici sarà Cesare.

Il tenore Oronzo D’Urso canta nel doppio ruolo di Aulo Irzio, cui Cesare detta i Commentarii, e Vercingetorige nel secondo atto. Il soprano ucraino Nikoletta Hertsak è una Figura Allegorica che si fa di volta in volta la Fortuna, la Gloria, Roma. Doppio ruolo anche per il Coro Universitario del Collegio Ghislieri, maestro Luca Colombo: i micidiali soldati della Decima Legione di Cesare e i popoli della Gallia da essi sconfitti, umiliati, sterminati. A dirigere la musica della Time Machine Ensemble il maestro Giulio Prandi: «Il linguaggio della musica deve parlare alla contemporaneità, quella di Nicola Campogrande lo fa e, pur di grandissima raffinatezza e difficoltà per chi la esegue, arriva come se non lo fosse. Un piacere l’entusiasmo, la freschezza, la bravura dei tanti giovani dell’orchestra e del coro con cui lavoriamo». La regia è di Tommaso Franchin: «Una difficile e divertente scommessa, lavorare su un’opera che non è mai stata messa in scena prima. Qui si racconta della nascita di una dittatura attraverso la propaganda e il culto della personalità e di un’epoca in cui la guerra era scontro fisico ravvicinato: qui la metafora del boxeur, della tribuna da cui il leader si acclama o si rovescia».


I due studenti


Scene e costumi sono affidate a Daniel Mall e Gabriele Adamo, i due studenti che hanno ottenuto la scrittura artistica nella produzione in quanto vincitori della III edizione del Concorso dedicato a Josef Svoboda “Progettazione di Allestimento scene e costumi di Teatro Musicale” riservato agli iscritti alle Accademie di Belle Arti di Macerata, Bologna, Venezia e Carrara.

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