Irene Grandi, l'ora del ritorno
"Volto pagina per rinascere"

Irene Grandi, l'ora del ritorno "Volto pagina per rinascere"
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Martedì 27 Gennaio 2015, 15:43 - Ultimo aggiornamento: 16:23

ROMA - Cinque anni di assenza per tornare più completa e più consapevole, anche più minimalista, perchè «crescendo non siamo più fuoco e fiamme, ma anche focolare». Irene Grandi per il suo ritorno dopo un periodo di silenzio discografico - in cui comunque si è dedicata all'attività live - ha scelto il Festival di Sanremo, dove aveva fatto la sua ultima apparizione nel 2010, anche anno di uscita del suo ultimo disco di inediti.

«Torno dopo 5 anni di assenza e mi sento abbastanza cambiata. Invece Sanremo è una certezza, sempre uguale, il tempio istituzionale della musica italiana e mantiene quel fascino eterno - racconta e si racconta l'artista toscana -. Ho iniziato lì e ogni volta è come fosse un debutto. Questa è la mia quarta volta sul palco dell'Ariston in 20 anni di carriera, perchè credo che più della frequenza sia importante andare quando si ha qualcosa da dire, che abbia presa sul pubblico».

Stavolta però la partecipazione ha un sapore speciale, perchè oltre a ritrovare tanti colleghi con cui ha lavorato, da Raf ad Alex Britti, passando per Gianluca Grignani, Irene Grandi porta Un vento senza nome, una ballad che lei stessa ha scritto e «che rivela il mio lato più profondo». E si smarca dalle accuse dei critici, per i quali le canzoni in gara sono una melassa sdolcinata.

«Il mio brano parla d'amore, ma anche no - spiega -. È un incoraggiamento alle donne che hanno fatto scelte coraggiose per andare avanti e riprendersi la propria vita. Una situazione statica che non invita alla crescita è una piccola morte. Voltare pagina premia. E lo dice una che ha voltato pagina tante volte, nella vita privata e in quella professionale. Mi piace morire un pò per rivedermi nuova, fa parte della crescita di ognuno di noi».

Forse, prova ad analizzare, «in un momento di crisi, si ha meno voglia di affrontare tematiche più impegnate. Soprattutto al festival». Un festival che dal suo punto di vista ha un neo: «l'eliminazione. Non mi piace. È bello fare la gara, ma farla tutti fino alla fine». Sulla presunta lobby toscana, scherza. «No, nessuna lobby. E Carlo Conti prima o poi il Festival doveva farlo». E parlando di toscani - e fiorentini doc -, il discorso vira inevitabilmente su Renzi. «Rispetto a quello che c'era, andava provato. Era la scelta migliore. Per ora non sta cambiando molto, ma sono dell'idea che bisogna lasciarlo fare».

Un vento senza nome finirà anche nel nuovo disco di inediti, in uscita per Sony il 12 febbraio, durante la settimana sanremese. Undici brani, con la collaborazione di Saverio Lanza e pezzi anche di Cristina Donà, che segna la sua svolta. «Niente capita per caso. Tutto è impulso, causa, effetto. Nel momento in cui mi sono accorta che gli impegni mi portavano lontano, ho deciso di pendermi una pausa per riavvicinarmi a me stessa e al silenzio. Ho avuto nuovi impulsi, nuove necessità: ho preso la in mano la chitarra, ho cominciato a scrivere. È l'atteggiamento verso la vita che cambia la vita. Nonostante risulti un disco solare - non sono cambiata così tanto - c'è la ricerca di andare più a fondo».

Nel periodo di ricerca anche la collaborazione con Stefano Bollani, presente anche nel nuovo disco per la canzone del Festival con una intro piano e voce, «un incontro musicale che mi ha insegnato a valorizzare certe sfumature della mia voce».

Sfumature che forse utilizzerà anche in Se perdo te, il brano di Patty Pravo che ha scelto per la serate delle cover. «È un brano non troppo conosciuto e mi piaceva l'idea di cantare un pezzo di una donna con un tema interessante: si perde la persona, ma non il sentimento». Irene è pronta a riprendere anche la strada del live, con un tour al via il 7 maggio dalla sua Firenze.

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