Da Grottammare ai Sassi di Matera
Rotta a sud in cerca di meraviglie

Da Grottammare ai Sassi
di Matera: rotta a sud
in cerca di meraviglie
di Saverio Spadavecchia
Dal mare ai “sassi”. Un viaggio verso il sud dell’Italia per scoprire uno dei patrimoni più belli di tutto lo stivale. Una scoperta che farà conoscere la capitale della cultura europea 2019.


 
1 -La città di Sisto V
La città di Felice Peretti, Sisto V. 226° successore di Pietro e pontefice dal 1585 fino alla morte nel 1590. Nel borgo si incrociano due itinerari, quello “sistino” che va alla ricerca dei segni lasciati da Papa Sisto V, e quello che si snoda tra le sculture di Pericle Fazzini. Addentrandosi nel cuore storico del borgo ecco la chiesa di San Giovanni Battista, dov’è allestito il Museo Sistino con gli oggetti donati dal Pontefice al suo paese d’origine. Da vedere poi la cinquecentesca chiesa di Santa Lucia, costruita su espresso ordine del pontefice accanto alla sua casa natale. Da vedere anche il museo del “Tarpato”. Destinazione Villalago: 159 km tra A14, E89 e regionale 479.
 
2 - Villalago
L’attuale centro storico, disposto ad anfiteatro sul versante orientale del Monte Argatone è caratterizzato da suggestivi scorsi con gradinate, stretti vicoli e panoramiche piazzette. I portali, le scalinatelle, le antiche case in pietra, creano magiche atmosfere. All’interno del nucleo si posso visitare, la Torre Medievale, il vecchio Palazzo Municipale, la chiesa della Madonna dell’Addolorata, la chiesa Parrocchiale, la chiesetta di San Michele e l’Eremo di San Domenico. Proprio quest’ultimo fu costruito presso il lago di San Domenico nell’XI secolo, come cappella votiva presso una grotta naturale ritenuta sacra. La chiesetta attuale ha un aspetto settecentesco, a capanna dove si accede da un portale a grottesche del XVIII secolo, con riquadri del miracolo del santo contro il lupo, opera di Alfredo Gentile. Seconda tappa, Campobasso: 146 km tra regionale 479 e Ss17
 
3 -Campobasso
Subito da visitare il castello Monforte, che domina la città. L’area circostante è occupata dal parco della Via Matris, un percorso naturalistico che snodandosi lungo il pendio della collina ripercorre le tappe della Via Crucis. Il castello si presenta come un massiccio quadrilatero con ingresso principale, ora non più utilizzato, rivolto verso la città sottostante. Curiosità: il castello è inciso su una moneta d’argento da cinque euro coniata dalla zecca dello Stato nel 2012 per la serie “Italia delle Arti” dedicata alla città di Campobasso. Da visitare anche il centro storico, nucleo originario della città e scrigno di tesori come la chiesa di Santa Maria Maggiore, prospiciente il castello Monforte. All’interno ha un pregevole altare in marmi policromi. Particolarmente interessante è la statua della SS. Vergine del 1334, devotamente venerata. Terza tappa, Altamura: 235 km tra Ss645, Ss17 e Ss96.



4 - Altamura
Simbolo religioso e storico della città di Altamura è la sua cattedrale in stile romanico, dedicata all’Assunta, fatta costruire nel 1232 da Federico II. Gran parte della chiesa originaria crollò durante il terremoto del 1316 e venne ricostruita durante il regno di Roberto D’Angiò. Importante, anzi importantissimo l’Uomo di Altamura, uno dei più importanti ritrovamenti archeologici del territorio. Si tratta di un fossile umano ritrovato nella grotta di Lamalunga. L’Uomo di Altamura però non è la sola traccia visibile di un passato molto remoto. Infatti, a soli 4 chilometri dalla città, in una cava della località Pontrelli, sono state ritrovate orme di dinosauri fossilizzate in una massa calcarea in ottimo stato di conservazione. C’è poi la gastronomia: con il celeberrimo pane di Altamura. Eccellenza tricolore che si distingue per la sua fragranza, il suo sapore ed il suo aroma. Ha una crosta molto croccante e una mollica soffice di colore giallo paglierino. Dal 2003 possiede il marchio Dop. Destinazione Matera. È lappa più corta: Ss99 per 20 km.
 
5 - Gli ipogei di Matera
Si parta dalla centrale piazza Vittorio Veneto, dove si possono trovare alcune aperture che mostrano il livello originario dei luoghi, oggi chiamati ipogei, che si trovano al di sotto della stessa piazza. Gli ipogei si articolano in continuità formando una vera e propria città sommersa connessa con i sassi. Qui si trovano delle strutture rupestri eccezionali come la grande cisterna denominata “Palombaro Lungo” con pareti alte 15 metri e fino a poco tempo fa navigabile. Ma non c’è solo questo, perché il centro di Matera si caratterizza anche da palazzi e chiese. Tra queste la spettacolare chiesa di Santa Maria di Idris. È situata nella parte alta del Monterrone, una grossa rupe calcarea che si erge nel mezzo del Sasso Caveoso; vi si arriva attraverso una rampa di scale vicina alla chiesa rupestre di Santa Lucia alle Malve.
 
 
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Venerdì 6 Ottobre 2017, 15:47 - Ultimo aggiornamento: 06-10-2017 15:47

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