Gradara, choc nel cortile: un branco di lupi la accerchia e lei si difende col badile. Finisce in ospedale in stato di choc

Gradara, attacco choc nel cortile: un branco di lupi la accerchia a pochi metri da casa. Finisce in ospedale in stato di choc
Gradara, attacco choc nel cortile: un branco di lupi la accerchia a pochi metri da casa. Finisce in ospedale in stato di choc
di Luigi Benelli
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Mercoledì 30 Novembre 2022, 16:21 - Ultimo aggiornamento: 1 Dicembre, 09:31

GRADARA - Accerchiata da un branco di lupi, finisce in ospedale per il forte choc. È successo questa mattina poco dopo le 8 all’azienda agricola biologica Mancini di Granarola di Gradara. La donna, come ogni mattina, è uscita per dar da mangiare agli animali da cortile, a pochi passi da casa. Ma in poco tempo si è trovata attorniata dai lupi e ha iniziato a urlare. 

 

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«Ho sentito le grida di mia moglie – spiega Danilo Mancini, dell’omonima azienda agricola bio – Ho subito pensato ai lupi perché è una storia che si ripete da tempo. Ma in questi giorni gli avvistamenti sono stati sempre più frequenti. Lei fortunatamente aveva un badile in mano e ha iniziato a brandirlo per allontanare le bestie. Sono uscito scalzo perché ero appena rientrato dopo aver portato mia figlia a scuola. Urlavamo e agitavamo i bastoni. Fortunatamente siamo riusciti a mettere i lupi in fuga. Erano otto lupi che ci avevano attaccato». La donna era in preda alla paura, così la prima chiamata è stata all’ambulanza che ha portato la signora in ospedale, sotto shock. Poi sono intervenuti i carabinieri forestali per i controlli di rito.

L'onorevole Carloni: «Serve un piano nazionale di gestione del lupo»

Sulla vicenda è intervenuto Mirco Carloni, deputato della Lega e presidente della commissione Agricoltura: «L’episodio di Gradara deve far riflettere, soprattutto perché ricorda il potenziale pericolo per i cittadini e per il patrimonio agrosilvopastorale delle nostre aziende. Ho sentito telefonicamente Danilo Mancini per esprimere a lui e a sua moglie la mia vicinanza e solidarietà per quanto accaduto - ha sottolineato Carloni -. Per questo è fondamentale un cambio di approccio, che vada nella direzione di un piano nazionale di gestione di un animale che è a tutto diritto specie protetta. Stiamo lavorando per un intervento normativo mirato a dare un segnale forte su questo tema, perché non possono essere gli allevatori a dover pagare questo "prezzo" così oneroso in termini sia di sicurezza che di valore economico perso».

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