Che emozione alla casa di riposo: il nonno e il nipote tornano a incontrarsi dopo otto mesi

Sabato 29 Maggio 2021 di Thomas Delbianco
Pesaro, che emozione alla casa di riposo: il nonno e il nipote tornano a incontrarsi dopo otto mesi

PESARO - Sono passati più di otto mesi da quando nelle Rsa e casa di riposo sono state inibite, con l’arrivo della seconda ondata del Covid, le visite dei parenti agli ospiti. Ma con l’ordinanza del ministro della Salute Speranza, che fa seguito al Decreto sulle Riaperture, è stata consentita la possibilità a familiari e amici di andare a trovare, e avere anche minimi contatti, i propri cari ospitati nelle strutture per anziani e disabili.

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Tutto nel rispetto di rigidi protocolli di sicurezza. Casa Roverella, residenza protetta gestita dal Consorzio Sociale Santa Colomba, sotto la direzione di Gino Grandoni, ha subito attivato le nuove disposizioni ministeriali, e da inizio settimana ha aperto le porte alle visite in presenza. Tra i primi visitatori, un nipote che nel giardino di Casa Roverella ha potuto vedere il proprio nonno di persona, e non più solo attraverso lo schermo di un tablet. Certo, entrambi indossavano mascherine Ffp2 e c’era un nastro bianco e rosso a rimarcare la necessità del distacco, ma si sono rincontrati finalmente di persona.

Commozione

«Una grande emozione - racconta subito dopo l’incontro - lo è stata anche per il nonno, lo abbiamo sentito in videochiamata, ma qua all’aria aperta, poi con una bella giornata, è qualcosa di surreale. C’è un ritorno alla normalità, questo ci riempie di gioia e speranza, ringraziamo tanto lo staff della struttura che sta facendo il massimo e gliene siamo molto grati». Simona Zoppi, coordinatrice di Casa Roverella, sottolinea che «piano piano cerchiamo di riaprire la residenza, cercando di tornare ad una parte di normalità, anche se lo stile di vita cambierà dopo questa pandemia. Le visite ora sono consentite, ma sempre in un regime di massima tutela, perchè serve per il familiare la vaccinazione, il tampone nelle 48 ore precedenti alla visita o il certificato di guarigione. Siamo fortunati ad avere a disposizioni gli spazi esterni, che ci permettono di far vedere gli ospiti ai familiari, e anche di avere un contatto minimo nelle mani. Ulteriori avvicinamenti dovranno essere autorizzati, perchè dobbiamo seguire le regole che ci sono state impartite». C’è’ chi, tra gli ospiti di Casa Roverella, si è dedicato alle opere d’arte, esposte lungo i corridoi, raccontando il periodo della pandemia. «Giorgio ha letto questi mesi attraverso la sua arte - racconta Sonia Ribuoli, educatrice di Casa Roverella - ha ripercorso la paure, la fragilità, la morte. Quello di Giorgio è stato un modo creativo di vivere la sofferenza». 

Il supporto

Antonella Ianneo fa parte dello staff di psicologi di Casa Roverella: «C’è stato bisogno in questi mesi di un grande supporto da parte nostra, ce l’abbiamo messa tutta, non solo noi psicologi, ma anche tutto il personale per vicariare il ruolo del familiare. La relazione è stata centrale in questo periodo, e abbiamo cercato di fare in modo che gli ospito mantenessero contatti costanti con i familiari, attraverso videochiamate e poi anche nella stanza degli abbracci».

Ultimo aggiornamento: 30 Maggio, 09:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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