Vaccini, la preoccupazione della dg Asur Storti: «La frenata degli over 40 mette a rischio l’obiettivo dell’immunità di gregge»

Sabato 29 Maggio 2021 di Martina Marinangeli
Nadia Storti

ANCONA  - «Se lo faccio ora, rischio che la seconda dose cada ad agosto, quando potrei andare in vacanza». «Preferisco farlo a settembre, così sarò coperto fino a maggio. Tanto d’estate il virus non circola». «Si sono già vaccinati in tanti, la probabilità di prendermi il Covid è bassa». «Si ammalano solo gli anziani». Le mille e una ragioni per non prenotarsi.

Rischio basso e nessuna traccia della variante indiana, ma la Marche restano in zona gialla Covid

 

Proprio l’altro ieri, l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini e la dirigente del Servizio Salute Lucia Di Furia lanciavano l’allarme per i numeri risicati nelle registrazioni delle fasce d’età 40-49 e 50-59 anni, che stanno disertando l’appuntamento col vaccino. Su una platea totale di over 40 pari a poco meno di 219mila marchigiani (dati Istat), si sono prenotati in circa 60mila. 


Va tenuto conto che molti ricadevano in altri target e si sono già vaccinati in quanto caregiver, personale scolastico o forze di sicurezza, per fare degli esempi, ma siamo su percentuali del 30-40%. La stessa cosa si è verificata nella fascia tra i 50 ed i 59 anni ed i motivi (vedi sopra) sono tra i più disparati. A smontarli, ci pensa la scienza, che lancia un appello: «Il vaccino non è importante solo per me, ma anche per chi mi sta intorno e per l’intera società». A parlare è il professor Stefano Menzo, docente di Microbiologia alla facoltà di Medicina e Chirurgia e direttore del laboratorio di Virologia degli Ospedali riuniti di Torrette, che premette: «Magari è solo una questione di ritardi». Ma se così non fosse? Ecco come risponde ad alcune delle motivazione addotte per non prenotarsi. «Partiamo dal fatto che il virus non circola in estate perché le scuole sono chiuse e viene così a mancare uno dei grandi veicoli del contagio». Inoltre, si passa più tempo all’aperto e «alcune attività si fermano, per esempio ad agosto, per le ferie. Ma non è un dato assoluto: il virus girerà comunque». 


Ed a chi pensa che non serva vaccinarsi perché in tanti hanno ricevuto la somministrazione, soprattutto nelle fasce più a rischio, Menzo muove un’osservazione semplice e chiara: «È un modo un po’ egoistico di vedere le cose. Come ormai sappiamo, i vaccini funzionano con l’immunità di gregge. Vaccinando chi rischia le infezioni più gravi, abbiamo ridotto drasticamente il numero dei malati, ma il virus circola ancora con gli asintomatici. Poi, quando riapriranno le scuole a settembre ed ai ragazzi non saranno stati ancora somministrati i sieri, circolerà anche di più e gli anziani che si sono vaccinati ad inizio 2021 potrebbero ammalarsi».

Su questo, si innesta la questione di un eventuale terzo richiamo che potrebbe rendersi necessario, perché sulle tempistiche della copertura non ci sono ancora dati certi. Quindi, chi valuta la vaccinazione “a orologeria” per restare immune fino a maggio, non può averne la certezza: «Sulla protezione dei vaccini, finora abbiamo dati per tempi brevi» fa notare il professore e, in generale, mancano ancora molti elementi per avere il quadro completo: «La variante indiana, per esempio, ha reinfettato le persone che qualche mese prima avevano contratto altre varianti».


Permettere al virus di continuare a circolare, evolvendo e diventando più forte, insomma, non è una buona idea. «Rispetto agli slot che abbiamo aperto, in quelle fasce d’età si sono prenotati in pochi – tocca con mano il problema Nadia Storti, direttrice generale dell’Asur, l’azienda che guida la parte preponderante della macchina vaccinale –. Non è coprendo solo le categorie fragili che risolviamo il problema del Covid: dobbiamo arrivare all’immunità di gregge. Se il virus continua a circolare, anche solo tra le categorie più giovani, queste magari non si ammalano e non muoiono, ma arriveranno nuove mutazioni su cui non abbiamo contezza dell’efficacia dei vaccini fatti». E si rischia così di ricominciare tutto da capo. Nell’auspico che chi non si è ancora prenotato risponda all’appello, la Regione ha aperto un nuovo canale di registrazione per persone con comorbidità. Dalle 12 di domani, i cittadini marchigiani senza limiti di età (sopra i 16 anni) con specifiche patologie e senza elevato grado di rischio potranno prenotarsi tramite il portale di Poste ed occorrerà disporre anche del codice di esenzione della patologia.

 

Ultimo aggiornamento: 5 Giugno, 22:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA