Pesaro, Aurelio in cerca dei suoi salvatori: «Avevano tutti la mascherina, quando tutto sarà finito vorrei riconoscerli»

Martedì 31 Marzo 2020
Pesaro, Aurelio in cerca dei suoi salvatori: «Avevano tutti la mascherina, quando tutto sarà finito vorrei riconoscerli»

PESARO - Aurelio Patregnani è tornato a casa. Dopo i giorni della paura arriva il tempo della speranza. Il family banker è stato il primo estubato delle Marche e la sua storia è diventata un esempio per tutti. E dopo le felicità del ritorno in famiglia la seconda necessità è stata quella «di ringraziare i medici, le infermiere e gli infermieri di Terapia Intensiva e Medicina di Urgenza, ma anche Medicina sub intensiva, che mi hanno salvato la vita»

LEGGI ANCHE:
Coronavirus, boom per le bombole di ossigeno: ora possono prescriverle anche pediatri e dottori di medicina generale

Giorgio ucciso dal Coronavirus a 56 anni dopo due settimane in ospedale: era un autista del 118

Sono tante persone che si sono prese cura di me per 22 giorni» continua Aurelio che ringrazia tutta Marche Nord struttura i cui investimenti, le dotazioni strumentali e l’organizzazione, ha potuto verificare di prima persona. Aurelio è un fiume traboccante: «Infermieri e oss mi hanno dimostrato la loro umanità sconfinata, che ha reso meno penoso il mio ricovero. Uomini e donne che quando si sono resi conto di avermi salvato, mi hanno ringraziato: rappresentavo per loro un successo che gli dava forza per continuare. E sono ancora lì a lottare per chi è tuttora malato, facendo turni faticosissimi, in un ospedale che ha dovuto reinventarsi e riadattarsi per questa emergenza esplosiva, ma speriamo anche breve. Ho visto solo i loro occhi a causa delle procedure di sicurezza che celavano ogni altra parte del corpo, ed ora non potrei neanche riconoscerli. Se ci dovessimo incrociare, nei prossimi mesi, e qualcuno si dovesse ricordare di me, lo invito a svelarsi, sarei felice di abbracciarlo».

Ultimo aggiornamento: 11:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA