Il Covid cancella le notti roventi: sesso a pagamento in pausa pranzo nella Sassonia a luci rosse

Martedì 15 Dicembre 2020 di Osvaldo Scatassi
Il Covid cancella le notti roventi: sesso a pagamento in pausa pranzo nella Sassonia a luci rosse

FANO - Le restrizioni legate all’epidemia di Covid hanno cambiato anche le abitudini nel mercato del sesso. Basta notti brave nelle insonni alcove di turno, perché il coprifuoco è un rischio da evitare con cura.

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Adesso si preferisce occupare in modo diverso la pausa pranzo oppure qualche anonimo pomeriggio infrasettimanale. Erano questi gli orari prediletti dai frequentatori di quattro appartamenti a Fano, in una zona compresa tra il porto e Baia Metauro, dove la polizia ritiene che si consumassero rapporti a pagamento.

 

Stanze tra porto e zona sud

Identificate due donne sulla cinquantina, di origini cinesi, una loro coetanea e una trentenne, entrambe native del Sudamerica. Identificati anche numerosi clienti: diversificata sia la loro estrazione sociale sia la fascia d’età, che va dai trenta ai sessant’anni. Quattro frequentatori sono stati sanzionati per avere violato le disposizioni sanitarie anti Covid. Gli alloggi a luci rosse sono stati individuati durante una serie di controlli coordinati dal vice questore Stefano Seretti ed effettuati dagli agenti del commissariato per contrastare fenomeni come lo sfruttamento e il favoreggiamento della prostituzione. 

Espulsa una donna asiatica

È stato accertato che nei quattro appartamenti, uno nel quartiere del porto e gli altri tre nella zona di Sassonia sud, erano stati ricavate stanze per incontri privati a pagamento, che comunque risultano gestiti in modo autonomo da ognuna delle quattro donne per proprio conto. Ciò ha fatto escludere alla polizia che si trattasse di un fenomeno organizzato. Una fra le due cinquantenni di origini asiatiche è stata sottoposta alla procedura di espulsione dal territorio nazionale, perché è stato accertato che non aveva il permesso di soggiorno. 

Nessuna organizzazione

Le altre tre donne sono invece risultate in regola, ma la loro attività è stata segnalata alle Questure che hanno rilasciato il permesso di soggiorno, perché siano effettuati ulteriori approfondimenti sui relativi casi. Oltre che durante la pausa pranzo e gli orari pomeridiani in genere, intorno ai quattro appartamenti individuati dalla polizia è stato notato un maggior andirivieni di possibili clienti al ritorno delle Marche in zona gialla. Gli agenti del commissariato hanno infatti identificato diversi uomini provenienti da fuori Fano, che avevano ripreso le loro frequentazioni quando era stata ripristinata la possibilità di spostarsi da un Comune all’altro. 

 

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