Schiavoni (Confindustria): «Bene mettere l’hub al servizio delle aziende. Si rispetti la cantieristica»

Claudio Schiavoni, presidente di Confindustria Ancona
Claudio Schiavoni, presidente di Confindustria Ancona
di Maria Cristina Benedetti
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Venerdì 11 Marzo 2022, 02:15 - Ultimo aggiornamento: 15:02

ANCONA - Manca solo la firma del ministro Giovannini per sbloccare oltre un anno di stallo. Garofalo sta al porto, come questo scatto sta a...? Claudio Schiavoni va dritto al punto: «Al ritorno della completa operatività». Il leader regionale di Confindustria bandisce i convenevoli: «È un pezzo che giriamo intorno a questa nomina». 

I piani di Garofalo e l'ottimismo decolla: «Porto, ora si recuperano tempo perduto e progetti»

 
Lo start? 
«Le linee strategiche, per rimettere in moto un meccanismo che in questo tempo sospeso s’è dovuto accontentare dell’attività ordinaria».


Il futuro presidente dell’Autorità portuale ha sottolineato l’importanza di realizzare un sistema interconnesso. Appena insediato chiederà un incontro al governatore Acquaroli. 
«Dovrebbe essere l’obiettivo di tutti. È un bene che abbia fissato fin da subito la sua priorità. Un aspetto fondamentale per tutta l’industria regionale».


Un passo deciso oltre l’isolamento al quale questa terra è costretta? 
«In realtà, tutte le nostre infrastrutture dovrebbero essere resettate. Inutile ripetere le solite doglianze: i treni che procedono sul binario unico, l’aeroporto che non decolla, l’interporto che è una bella intenzione, la terza corsia mai conclusa dell’autostrada».


La rotta pare finalmente segnata. 
«Le intenzioni fin qui espresse vanno nella giusta direzione, mettendo il porto al servizio delle nostre aziende, delle nostre merci destinate all’export». 


Finora così non è stato?
«Talvolta conviene andare a Ravenna piuttosto che passare per lo scalo dorico». 


Una richiesta? 
«Come presidente di Confindustria pretendo attenzione per la cantieristica. Un fiore all’occhiello per il capoluogo e per tutta la regione». 


Fatti
«Il raddoppio del bacino di Fincantieri, un progetto da 80 milioni per il quale c’è un’intesa col governo: è da riprendere. Gli yacht di lusso che si realizzano in via Mattei, un polo d’attrazione. Qui arriva gente che spende anche 30 milioni per una barca, non si accontenta di finiture qualsiasi».


Quindi? 
«Questa esigenza ne genera un’altra: la necessità di avere manodopera altamente specializzata».


Una potenzialità per Ancona? 
«Il porto non è della città, ma è di tutto il territorio». 


Un post per Garofalo? 
«Buon lavoro. Buon vento».

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