Autorità portuale: Garofalo ha scelto l’abruzzese Minervino. Brutto schiaffo alle Marche

Autorità portuale: Garofalo ha scelto l abruzzese Minervino. Brutto schiaffo alle Marche
Autorità portuale: Garofalo ha scelto l’abruzzese Minervino. Brutto schiaffo alle Marche
di Massimiliano Petrilli
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Venerdì 24 Giugno 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 08:21

ANCONA  - Burrasca in arrivo sull’Autorità portuale. Il presidente Vincenzo Garofalo ha infatti inviato la convocazione del Comitato di gestione per il prossimo 29 giugno. L’oggetto? Nomina del segretario generale. Dopo il bando pubblico del 9 maggio e la presentazione di 19 curricula, il presidente Ap ha scelto il nominativo del nuovo segretario generale da proporre al Comitato di gestione che lo dovrà votare.

L’indicazione dovrebbe corrispondere a quella del capitano di vascello Salvatore Minervino, da giugno 2020 direttore marittimo dell’Abruzzo. Minervino era favorito come segretario generale quando venne nominato Africano, poi non se ne fece nulla. Subito dopo l’indicazione di Garofalo come presidente Ap da parte del ministro Giovannini il nome di Minervino era tornato in pole position. Un’ipotesi più che caldeggiata dal governatore abruzzese Marsilio (Fdi). 


L’assenza
Ma che rappresenterebbe un sonoro ceffone alle Marche, esclusa di fatto dalla governance di una delle principali industrie (il contributo del porto di Ancona al Pil regionale è del 2,7%). Una decisione che suona inaccettabile guardando la forza dei numeri. Gli scali marchigiani (Ancona in testa) trainano tutto il resto del sistema portuale con il 90% dei traffici: 2,71 milioni di tonnellate di merci nel primo trimestre (Ortona 320.234 tonnellate), 42.107 container, 76.659 passeggeri. Ma praticamente fuori dalla stanza dei bottoni, una volta finita la presidenza dell’anconetano Rodolfo Giampieri grazie al quale era stato anche ricucito il rapporto con la città dopo anni di divisioni. Dopo lo smacco di una nomina bloccata dai veti incrociati, un lungo commissariamento e il rischio di perdere treni importanti anche per le infrastrutture, Ancona e le Marche sugli assetti sembrano ora destinate a subire gli input della Regione Abruzzo. La Regione Marche, a differenza dell’Abruzzo, non ha infatti ancora nominato il proprio componente nel Comitato di gestione portuale, il parlamentino che vota gli atti più importanti dell’Ap.

A fine maggio la Regione Abruzzo ha indicato Gennaro Strever nel Comitato dove dal 28 aprile siedono Alessio Piancone (Comune di Ancona), Raniero De Angelis (Comune di Pesaro), Riccardo Padovano (Comune di Pescara) e Donato De Carolis (direttore Marittimo di Ancona). E la Regione Marche? Sinora ha lasciato la propria sedia vuota. Con la probabilità di non votare sulla proposta del segretario generale. «Il presidente Ap sceglie in autonomia il segretario, la Regione non interferisce» ci ha ripetuto ieri il governatore Acquaroli. «Credo sia importante che per la nomina del segretario generale e per tante importante decisioni che vanno prese, tutti i componenti del Comitato siano stati nominati - rimarca Valeria Mancinelli, sindaco di Ancona - a tutt’oggi manca quello essenziale della Regione Marche. È vero che il comitato può deliberare anche se non sono state effettuate tutte le nomine, ma è fondamentale che decisioni cosi strategiche per il futuro del porto siano prese senza quella sedia vuota. Non va bene. Nel merito non so chi sarà proposto. È essenziale che la scelta si basi sulla reale e comprovata competenza. Mi basta conoscere i tanti problemi da affrontare sul porto principale dell’Adsp, ovvero Ancona per dire che quello della competenza deve essere l’unico vero requisito. Non certo altre logiche, come ho ribadito spesso».

Ma l’Autorità portuale agita le acque della politica. «Con la mancata designazione del proprio delegato, la Regione Marche rischia di non partecipare all’operato dell’Ap e alle sue scelte strategiche» ha affermato Anna Casini, vicecapogruppo Pd in consiglio regionale. «Un fatto inspiegabile e censurabile in quanto mai come ora è fondamentale che l’Autorità operi nel pieno delle sue potenzialità» ha aggiunto la Casini che ha presentato un’interrogazione sottoscritta da tutto il gruppo democrat.

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