Bufera in consiglio regionale. Il centrodestra propone di tagliare gli interventi: «Regolamento da cambiare». Il Pd: «Bavaglio»

Bufera in consiglio regionale. Il centrodestra propone di tagliare gli interventi: «Regolamento da cambiare». Il Pd: «Bavaglio»
di Martina Marinangeli
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Lunedì 17 Maggio 2021, 03:45 - Ultimo aggiornamento: 08:04

ANCONA - «Una proposta lesiva del sistema democratico regionale che ha come unico obiettivo quello di imbavagliare l’opposizione». Spara ad alzo zero il consigliere dem Antonio Mastrovincenzo, che punta il mirino contro la proposta di modifica al regolamento interno dell’assemblea legislativa avanzata dai capigruppo di maggioranza (Ciccioli per Fratelli d’Italia, Marinelli per la Lega, Marcozzi per Forza Italia e Rossi per Civici). In prima battuta, tra i firmatari compariva anche il presidente del Consiglio Dino Latini, che poi però si è sfilato.

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Il documento
Ma cosa ha fatto salire sulle barricate il Pd, e non ha convinto neanche gli altri gruppi di minoranza (Movimento 5 stelle e Rinasci Marche)? Le modifiche andrebbero a toccare, tra le altre cose, le modalità di presentazione e di discussione degli atti ispettivi, strumento principale con cui i consiglieri, in particolare quelli di opposizione, svolgono il proprio ruolo. Per esempio nel caso delle interrogazioni – con cui si chiede conto alla giunta di determinati temi di competenza –: se sottoscritte da più consiglieri, «il diritto di replica spetta ad uno solo degli interroganti – si legge nella modifica –. Nel caso di interrogazione sottoscritta da consiglieri appartenenti a gruppi diversi, il diritto di replica spetta ad un consigliere per ciascun gruppo». 


I nodi e la polemica
Nel regolamento vigente, invece, il diritto di replica viene dato a tutti gli interroganti. Diverso, ma altrettanto criticato, l’articolo dedicato al question time, che prevede una riduzione dei termini massimi di presentazione: non più entro il giorno antecedente la seduta, ma almeno tre giorni lavorativi prima (considerando che la seduta, di norma, si svolge il martedì, le domande per il question time dovranno essere presentate massimo il giovedì). Modifica che lima di parecchio i requisiti dell’attualità e dell’urgenza dell’interrogazione e snaturerebbe l’istituto dell’interrogazione a risposta immediata. Verrebbero poi ridotti i tempi per l’illustrazione delle interpellanze abbinate (da 5 a 3 minuti) e la replica spetterebbe solo ai primi firmatari. Quanto alle mozioni, «nella discussione possono intervenire tre consiglieri per ogni gruppo – spiega il testo della proposta di modifica – e per ciascuna componente del gruppo Misto e un rappresentante della Giunta. Il consigliere che ha illustrato la mozione ha diritto di replica per un tempo non eccedente i cinque minuti. Non sono permessi altri interventi». 


Le richieste
Si passerebbe dunque da una discussione in cui ogni consigliere può intervenire, ad una in cui gli interventi sono contingentati - senza tenere conto della consistenza numerica dei gruppi – e si dà all’illustratore della mozione un diritto di replica che finora non era esistito. Infine, la proposta di modifica sancisce che «la giunta ha diritto di parola ogni volta che lo richiede, salvo nel caso previsto dal comma 2 dell’articolo 69 (ovvero a votazione iniziata, ndr)». «Da sempre, le regole delle istituzioni democratiche si fanno insieme e nella scorsa legislatura le abbiamo modificate in modo unanime – ricorda Mastrovincenzo –, con il plauso dell’allora minoranza di centrodestra, di cui facevano parte diversi attuali consiglieri di maggioranza. Ci auguriamo che questa proposta venga ritirata perché è irricevibile e lesiva del sistema democratico regionale. Mi aspetto un atteggiamento chiaro, corretto ed imparziale da parte del presidente Latini e il suo impegno affinchè il centrodestra ritiri questo atto inaccettabile».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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