Marche sanità, corsa a ostacoli per incassare i 182 milioni del Pnrr. Paletti improvvisi per nuove costruzioni o restyling di ospedali e case di cura

L'ospedale di Cagli a cui la Regione Marche ha destinato 7 milioni dei fondi del Pnrr
L'ospedale di Cagli a cui la Regione Marche ha destinato 7 milioni dei fondi del Pnrr
di Martina Marinangeli
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Martedì 8 Febbraio 2022, 02:30 - Ultimo aggiornamento: 15:39

ANCONA - Il cronometro che detta i tempi è tarato sullo sprint. Ma a pochi metri dal traguardo, l’iter assume sempre più i contorni di una corsa ad ostacoli, con paletti spuntati all’improvviso e ad alto rischio inciampo. È lo “Squid game” del Pnrr Sanità: la bozza elaborata dalle strutture sanitarie regionali e presentata in giunta dall’assessore competente Filippo Saltamartini a metà gennaio dovrà essere rivista e corretta alla luce di alcune indicazioni aggiuntive comunicate dal ministero della Salute negli scorsi giorni.

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Con la deadline per la presentazione dei progetti da ammettere a finanziamento fissata al 28 febbraio, i tempi si fanno sempre più stretti ed anche nel weekend i vertici sanitari marchigiani hanno lavorato per mettere a punto le modifiche, ancora in corso d’opera. 


La call
La doccia fredda è arrivata durante una call con il referente per le Marche del dicastero della Salute, che ha aggiornato il quadro degli interventi ammissibili a finanziamento. «Il ministero ha dato delle indicazioni che andavano un po’ a modificare il quadro – spiega Saltamartini –. Premesso che, tra qualche anno, scadranno le deroghe antincendio in alcuni plessi ospedalieri e gli interventi di adeguamento non erano stati finanziati, li avevamo previsti nel Pnrr Sanità. Ma nel corso della riunione è emerso che l’adeguamento antincendio nelle strutture pre esistenti è un problema a carico delle Regioni. Quindi abbiamo dovuto rivedere gli interventi e ricalibrare le spese». 


La questione
Una questione che riguarda in particolare le Case della salute: nella bozza iniziale, infatti, l’adeguamento antincendio era stato previsto in strutture quali Corinaldo (3,2 milioni di euro), Filottrano (1,2 milioni), Sassoferrato (1,1 milioni), Loreto (700mila euro), Recanati (300mila euro), Corridonia (2,5 milioni), Macerata (1,8 milioni) e Montegranaro (1,3 milioni), per citarne alcune. Qualcosa, ora, rischia di saltare. «Inoltre – prosegue l’assessore – il parametro che ci viene dato sul costo al metro quadro è molto sottostimato, ed abbiamo dovuto rivedere anche questo profilo. Sono problemi che non riguardano solo le Marche, ma tutte le regioni». 


I cambi
Non è neanche la prima volta che vengono cambiate le carte in tavola a gioco già avviato: «la partita del Pnrr è iniziata a settembre – riavvolge il nastro il titolare della delega –, il 10 gennaio ci hanno tolto 3 milioni di euro, ed una settimana fa hanno di nuovo aggiustato il tiro. È un percorso molto impegnativo, ma siamo consapevoli di come il Pnrr sia un’operazione che testa la capacità della pubblica amministrazione di progettare e mettere a terra le risorse che arriveranno da Bruxelles».

Risorse, peraltro, decisamente cospicue, che ammontano a 182 milioni di euro in totale: i finanziamenti principali di questo asse del Pnrr Sanità riguardano le case della comunità e gli ospedali di comunità, tra nuove realizzazioni e restyling dell’esistente, e parliamo di 42.494.802 euro nel primo caso e di 23.178.983 euro nel secondo. Nella bozza erano stati previsti interventi per nove ospedali di comunità - che avranno da 20 a 40 posti letto e saranno strutture per pazienti con necessità di interventi sanitari di media o bassa intensità clinica e per degenze di breve durata – e 29 case della comunità, che dovranno essere luoghi delle cure primarie e strumento attraverso cui coordinare i servizi offerti, in particolare ai malati cronici, con la presenza di equipe di medici di medicina generale, pediatri, medici specialisti, psicologi, infermieri, fisioterapisti, assistenti sociali, e così via. Ci sono poi i 2,6 milioni circa destinati alla realizzazione di 15 centrali operative territoriali, con il compito di coordinare le attività distrettuali.

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