Le Marche bio adesso accelerano con il vino come apripista

Mercoledì 8 Settembre 2021 di Andrea Fraboni
Le Marche bio adesso accelerano con il vino come apripista

ANCONA - Le Marche bio sono in prima fila. Un primato nazionale (ed europeo) che premia la filiera biologica della nostra regione. E allora grano, pasta e vini marchigiani protagonisti al Sana di Bologna, il salone internazionale (600 brand e 500 novità di prodotto) dedicato al biologico e al naturale in programma da domani a domenica 12 settembre, che quest’anno vedrà per la prima volta i campioni bio enogastronomici della regione riunirsi in unico stand realizzato da Food Brand Marche, l’associazione di produttori agroalimentari regionali che raccoglie e promuove 32 marchi certificati e somma un fatturato aggregato di circa 850 milioni di euro.

 

Protagonisti del primo appuntamento in presenza, dopo l’emergenza dello scorso anno, saranno la cooperativa agricola La terra e il cielo, assieme alla storica cooperativa Gino Girolomoni e i due consorzi di riferimento per l’enologia marchigiana: l’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt) e il Consorzio vini piceni (Cvp). 

Il distretto unico biologico

La collettiva (padiglione 37 stand D64-E63) assume particolare significato anche alla luce della forte propensione green registrata dai produttori agricoli marchigiani e dal recente Patto regionale per il distretto biologico unico, siglato con l’obiettivo di realizzare la più grande area europea attenta allo sviluppo di una pratica sostenibile e alla salute dei consumatori. «Secondo il rapporto Ismea dello scorso anno - sottolinea Alberto Mazzoni, direttore di Food Brand Marche - nel 2019 è cresciuto di 1/3 il numero di produttori biologici nelle Marche. Un incremento importante che porta a 105mila gli ettari coltivati da quasi 4 mila operatori. Una tendenza green – continua Mazzoni - che fa della nostra regione una dei principali hub del bio in Italia, con un’incidenza sul totale delle superfici coltivate di oltre il 22%, contro la media nazionale al 15,8%». Anche in chiave turistica, è forte il processo di transizione del vino marchigiano: dopo la Calabria, infatti, siamo la seconda regione in Italia per incidenza bio sul vigneto, con una quota percentuale altissima (41,9%, a quasi 6mila ettari) contro una media italiana ferma al 18,8%». Al Sana, previste degustazioni di Offida, Colli Maceratesi, Falerio, Rosso Piceno, Verdicchio Dei Castelli di Jesi, Verdicchio di Matelica e Marche Igt.
I due consorzi
Quasi 50 milioni di euro di fatturato, 51 soci aderenti e 6,5 milioni di bottiglie prodotte all’anno. Sono i numeri del Consorzio Vini Piceni, che tutela 4 denominazioni per un totale di 1800 ettari di vigneto. Invece con 652 aziende associate per 16 denominazioni di origine per un fatturato che vale circa 250 milioni di euro, l’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt) rappresenta l’89% dell’imbottigliato della zona di riferimento. Con oltre 7.500 ettari tutelati incide per il 45% sull’intera superficie regionale.

 

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