Gas, autorizzato un pozzo d'estrazione al largo di San Benedetto, No Triv: «Regione vada al Tar»

Gas, autorizzato un pozzo d'estrazione al largo di San Benedetto, No Triv: «Regione vada al Tar»
Gas, autorizzato un pozzo d'estrazione al largo di San Benedetto, No Triv: «Regione vada al Tar»
3 Minuti di Lettura
Sabato 1 Ottobre 2022, 14:13 - Ultimo aggiornamento: 2 Ottobre, 08:43

SAN BENEDETTO - Il coordinamento No Triv lancia l'allarme per il via libera dato ad un nuovo pozzo per l'estrazione di gas nel Mare Adriatico, al largo delle coste di Abruzzo e Marche, in particolare San Benedetto. il Coordinamento delle associazioni contrarie alle trivelle chiede agli aneti locali, tra cui la Regione Marche, di rivolgersi al Tar per contrastare la decsioni.

Autorizzata la perforazione di un nuovo pozzo e concessa proroga della Concessione B.C3.AS per estrarre nuovo gas fino al 2028 in Adriatico tra Martinsicuro e San Benedetto del Tronto.

"Con la pubblicazione del BUIG del 31 agosto 2022 - spiega il coordinamento - è tornato prepotentemente alla ribalta il caso della concessione Eni denominata B.C3.AS, che si estende per oltre 128 kmq al largo della costa adriatica, al confine tra l’Abruzzo e le Marche. 

Si tratta di una concessione per la coltivazione di gas e gasolina rilasciata nel luglio del 1973, scaduta il 7 luglio del 2018, che ha continuato a produrre oltre la scadenza. Nel 2021 ha erogato 2.345.200 mc di gas e 138.392 mc di gasolina, con il suo unico pozzo produttivo ed erogante “Emilio 008 DIR B”, a cui Eni si accinge ad aggiungere il nuovo Donata 4 DIR, posto entro il limite delle 12 miglia marine dalle linee di costa.

Amazon all'Interporto, 2.200 posti di lavoro più l’effetto indotto. E al Sanzio altri due cargo al giorno

L'appello

"Piuttosto - chiedono i No Triv - preme evidenziare la presenza nel Decreto Ministeriale del 10 agosto 2022 di tali e tanti elementi illogici ed irrazionali, che spingono con impellenza a suggerire ai Comuni rivieraschi interessati, alla provincia di Teramo ed alle Regioni Marche ed Abruzzo, la strada maestra del ricorso al TAR Lazio, così da bloccare questo nuovo progetto di aggressione al clima, all’ambiente ed al territorio. 
Se questa è la strada che l’attuale e la futura compagine governativa pensano di continuare ad intraprendere, in nome di una falsa e miserrima logica patriottarda, lor signori sappiano che quanto prima andranno a sbattere, vittime dell’effetto boomerang della sicumera e dell’arroganza". 
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA