Sanità delle Marche degli ultimi 13 anni sotto la lente: la Corte dei conti accusa i manager di danno erariale

Mercoledì 3 Febbraio 2021 di Martina Marinangeli
Sanità delle Marche degli ultimi 13 anni sotto la lente: la Corte dei conti accusa i manager di danno erariale

ANCONA - I fisici lo chiamano l’effetto farfalla. Una piccola variazione nelle condizioni iniziali del sistema che produce grandi effetti a lungo termine. Così accade che, per un progetto di informatizzazione per lo scambio di informazioni tra medici, previsto nel 2007 ma mai realizzato, si profili un danno erariale da 646.289 euro che getta un’ombra sui vertici sanitari regionali delle Marche degli ultimi 13 anni.

 

Ad accendere un faro su presunte «indebite erogazioni» è la Corte dei Conti, che ha inviato a 24 dirigenti (attuali ed ex) della Sanità un invito a dedurre, corredato da 98 pagine in cui vengono dettagliati i presunti illeciti: si va, a vario titolo, da «grave e consapevole negligenza» a «omissione dell’obbligo di denuncia di danno erariale», passando per «abuso di potere» contestato all’ex direttore generale dell’Asur Piero Ciccarelli, a cui viene chiesto un risarcimento da quasi 130mila euro. 

L’elenco

Tra gli invitati a dedurre, anche l’ex governatore e assessore alla Sanità Luca Ceriscioli, il suo predecessore nella delega Almerino Mezzolani, gli attuali direttori generali delle aziende ospedaliere di Marche Nord (Maria Capalbo), Asur (Nadia Storti) e Inrca (Gianni Genga), l’ex dg Asur Alessandro Marini, la dirigente del servizio salute Lucia Di Furia, gli ex direttori dell’Ars Rodolfo Pasquini e Francesco Di Stanislao, il direttore dell’Area Vasta 4 di Fermo Licio Livini. Ed ancora Pierluigi Gigliucci, Giulietta Capocasa, Alberto Carelli, Valter Pazzi, Luigi Stortini, Carmine Di Bernardo, Paolo Aletti, Enrico Bordoni, Gabriella Beccaceci, Angela Alfonsi, Lucio Luchetta, Giovanni Stroppa, Maurizio Bevilacqua.

Le ipotesi 

L’istruttoria della Corte dei Conti riguarda l’accertamento di ipotesi di responsabilità amministrativa per danno erariale nelle Aree vaste 4 (Fermo) e 5 (Ascoli) «per indebite erogazioni ai medici di continuità assistenziale convenzionati con il servizio sanitario (ex guardie mediche), negli anni dal 2008 all’attualità, di un’indennità aggiuntiva». 

L’origine

Tutto inizia con una delibera del 2007, con la quale la Regione aveva previsto un’indennità aggiuntiva per uno scambio di informazioni tra guardie mediche e medici di famiglia attraverso l’adozione di tecnologie informatiche. L’erogazione era però subordinata all’approvazione di uno specifico progetto da parte del Comitato regionale della Medicina generale. Né il progetto, né il software per l’informatizzazione, tuttavia, sono mai stati attivati nelle Av 4 e 5, dove la trasmissione delle informazioni continuava a essere effettuata in forma cartacea. Per la precisione, nell’Av di Ascoli era stato attivato un sistema informatico chiamato “Cure Primarie” che però, stando alle audizioni riportate nella documentazione, non sarebbe stato dello stesso livello di quello ipotizzato dalla delibera. Le linee guida del novembre 2007 prevedevano una corresponsione temporanea dell’indennità, fino a fine anno, alle guardie mediche anche se l’invio dei dati avveniva in forma cartacea.
«Il regime transitorio - specifica la Corte dei Conti - si è illecitamente protratto per oltre 10 anni, non essendo mai stato elaborato alcun progetto di informatizzazione e continuando, ciò nonostante, ad erogare ai medici di continuità assistenziale l’indennità aggiuntiva a quello finalizzata». I vertici sanitari sono chiamati a rispondere della condotta «gravemente colposa di omessa attivazione di tutte le misure idonee, anche in via di autotutela, dirette a far cessare gli effetti dannosi permanenti e della omessa denuncia di danno cui erano tenuti stante la evidente conoscenza della mancanza di elaborazione del progetto e della conseguente assenza dei presupposti per procedere all’erogazione della relativa indennità aggiuntiva». «Su tutte le condotte - sottolinea la Corte dei Conti -, si staglia la connotazione del comportamento di Ciccarelli per il consapevole abuso di potere di cui si faceva carico nel disporre, con note di maggio e giugno 2011, che i direttori di zona provvedessero ad erogare indebitamente ai medici di continuità assistenziale le indennità di informatizzazione», nonostante il progetto non si fosse mai concretizzato. 

 

Ultimo aggiornamento: 09:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA