Fango sul palazzo della Regione ad Ancona, cinque denunce per imbrattamento e lancio di «cose pericolose»

Fango sul palazzo della Regione ad Ancona, cinque denunce per imbrattamento e lancio di «cose pericolose»
Fango sul palazzo della Regione ad Ancona, cinque denunce per imbrattamento e lancio di «cose pericolose»
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Martedì 25 Ottobre 2022, 14:09 - Ultimo aggiornamento: 26 Ottobre, 07:29

ANCONA  - Ricordate il fango gettato sulle pareti esterne del Palazzo della Regione? Sono arrivate 5 denunce per imbrattamento e lancio di cose pericolose. A seguito dell’attività investigativa avviata per i disordini causati da alcuni partecipanti alla manifestazione indetta dal movimento “Fridays For Future" dello scorso 23 settembre, in occasione dello sciopero globale per il clima, sono stati deferiti dalla Digos della Questura di Ancona, in stato di libertà, alla competente Autorità Giudiziaria 5 soggetti residenti nella regione, resisi responsabili in concorso tra loro di imbrattamento e lancio di cose pericolose.

Il corteo con 250 persone

In particolare, nella mattinata del 23 settembre, nell’area della sede della Regione Marche, in via Gentile da Fabriano, hanno iniziato a radunarsi i partecipanti all’iniziativa ambientalista sino a raggiungere il numero di circa 250 persone, circostanza a cui sono seguiti alcuni interventi di esponenti dei movimenti sostenitori dell’evento.

Il corteo ha subìto un ritardo nel percorso, allorquando un numero ristretto di persone ha deviato dall’itinerario programmato, portandosi in direzione dell’ingresso principale del Palazzo della Giunta Regionale con al seguito sacchetti neri pieni di melma con l’intento di svuotarli all’interno.

Scritte offensive

Stante la contrapposizione delle forze di polizia finalizzata a tutelare l’incolumità delle persone presenti nei palazzi istituzionali, gli esagitati hanno iniziato un lancio di fango nei confronti del palazzo regionale per poi terminare con l’imbrattamento delle scale e del muro d’ingresso, accompagnando il gesto con scritte offensive realizzate con melma nei confronti degli appartenenti alle istituzioni. Le successive indagini, corroborate da testimonianze e immagini reperite dai sistemi di videosorveglianza cittadini, hanno permesso di acclarare le singole responsabilità in capo ai 5 autori delle condotte illecite.

Immagini reperite con la videosorveglienza

Le posizioni dei soggetti sono ora al vaglio anche della locale Divisione Anticrimine, fine di verificare la sussistenza dei presupposti per l’applicazione, nei confronti dei responsabili dei disordini, di misure di prevenzione personali di competenza del Questore di Ancona, finalizzate ad evitare la reiterazione di condotte analoghe.

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