Terapia dell'ozono contro il Covid: «Nelle Marche si fa già, venti pazienti in cura»

Giovedì 12 Novembre 2020 di Martina Marinangeli
Terapia dell'ozono contro il Covid: «Nelle Marche si fa già, venti pazienti in cura»

Professor Mariano Franzini, presidente della Società scientifica di ossigeno-ozono terapia, lei è il padre del protocollo per la terapia anti-Covid che l’assessore regionale alla Sanità Saltamartini vorrebbe applicare anche nelle Marche: qual è la situazione? 

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«Nelle Marche, l’uso dell’ozonoterapia in funzione anti-Covid è partito da circa una settimana, dieci giorni massimo, negli ospedali di Ascoli, San Benedetto del Tronto e Fermo: ha avuto clamore quando sono uscite le notizie della lungimirante presa di posizione dell’assessore».

 

Quanti pazienti sono stati trattati?
«Non so il numero preciso, ma prevedo che almeno una ventina di pazienti siano stati arruolati. In Italia, il trattamento è già stato sperimentato in 15 ospedali con un unico protocollo, all’interno del quale sono stati esaminati 200 pazienti: 100 curati con la normale terapia farmacologica e 100 con la stessa terapia e l’aggiunta dell’ossigeno ozono».

 
Si è rivelato efficace? 
«Il secondo gruppo ha mostrato miglioramenti enormi: 98 sono guariti, anche quelli che erano alla quinta fase del decorso del Covid, cioè la più grave. Abbiamo avuto solo due decessi, quindi il 2% del totale. È l’unico lavoro pubblicato su 100 pazienti curati, quindi basato su dati concreti. Inoltre, va sottolineata l’estrema sicurezza - oltre che l’estrema efficacia – del trattamento, che può essere applicato in tutte le fasi della malattia». 

Come funziona la terapia? 
«Prevede il prelievo di circa 150 centimetri cubi di sangue, che vengono arricchiti con l’ozono e reinfusi nel paziente. Non è un trattamento traumatico, dura mezz’ora ed ogni terapia costa dai 10 ai 13 euro. Inoltre è molto veloce, prevede 4-6 sedute. Specialmente nelle prime fasi del Covid, nell’arco di 15 giorni si dovrebbe risolvere». 

L’ozono viene usato anche per altre malattie? 
«Soprattutto nelle infezioni antibiotico resistenti. Quella dell’ozono è un’azione antivirale ed antibatterica totale: i lavori italiani ed internazionali pubblicati hanno constatato che agisce anche sul Sars-CoV-2. Inoltre, diventa potenziatore della cura farmacologica». 

Cos’altro? 
«Porta ad un innalzamento dell’immunità, è antinfiammatorio e, inoltre, abbiamo visto che la sua azione antitrombotica porta ad una migliore circolazione. Il primo sintomo dei malati Covid è la diminuzione dell’ossigeno sanguigno: quando viene dato l’ossigeno ozono, la saturazione aumenta immediatamente». 

Da chi ed in quali reparti viene applicata la terapia? 
«Infettivologie, internisti, anestesia e rianimazione». 

Un report Iss e Inail dello scorso luglio, sollevava dubbi sull’uso dell’ozono nei pazienti Covid ed invitava alla cautela: ci sono rischi? 
«Nel nostro protocollo non abbiamo preclusioni né per età del paziente, né per patologie concomitanti. Ed abbiamo i dati della pratica a confortarci. È l’Iss che ci ha dato il via libera per utilizzarlo. L’Iss forse avrebbe già dovuto recepire il lavoro che è stato pubblicato ad agosto, anche nella bibliografia dell’Oms».

 

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