Il prof negazionista in cattedra al liceo, frasi choc con gli studenti: «Tutte balle, i morti sono di tumore e dicono Covid»

Giovedì 12 Novembre 2020 di Talita Frezzi
Il prof negazionista in cattedra al liceo, frasi choc con gli studenti: «Tutte balle, i morti sono di tumore e dicono Covid»

JESI - Il prof trasforma il terreno fertile della conoscenza in un campo minato. «Questa storia del virus ha proprio rotto le scatole, non c’è nessuna emergenza sanitaria».

 

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Sono parole choc quelle con le quali un docente di matematica e fisica del Liceo delle Scienze Umane e del Liceo Economico Vittorio Emanuele II di Jesi, si sarebbe rivolto agli studenti. Introducendoli alle sue teorie negazioniste rispetto al Covid, alla pandemia mondiale e alle croci che ha costretto a piantare in ogni angolo del pianeta. Frasi in libertà. La voce, contro e isolata, di quel prof un effetto tuttavia potrebbe produrlo: annullare lo sforzo di una scuola che s’è prodigata per far giungere agli alunni un’informazione corretta, impegnandosi senza risparmiarsi per organizzare il ritorno tra i banchi e la didattica a distanza poi. Come un virus nel virus.


Il racconto
Il docente, come è stato raccontato da insegnanti e studenti, già durante la didattica in presenza era stato richiamato per la sua scarsa propensione a indossare la mascherina, in violazione alle normative sanitarie vigenti contro la diffusione del Coronavirus. E sebbene ora il liceo jesino, così come le altre scuole superiori, sia deserto visto con le lezioni che si svolgono a distanza sulla piattaforma dedicata alla Dad, sulle chat di classe sono rimbalzati dei messaggi tramite whatsapp del docente fino all’invito di una protesta in presenza davanti alla scuola. Un invito che ha suscitato riprovazione e indignazione. «Se riuscissimo a coinvolgere più classi sarebbe il top», si legge nel testo. Che recita così: «Buon giorno ragazzi.... Io penso che sta storia del virus abbia proprio rotto le scatole, non c’è nessuna emergenza sanitaria, la tv racconta solo balle su balle, muoiono persone di tumore e le classificano Covid».


L’invito
E ancora: «La gente ha paura perfino di un raffreddore ormai... Tutti i tamponi non servono ad altro che destabilizzare e far credere che ci sia una pandemia». Le tradizionali frasi del negazionismo che se nella rete possono rimbalzare, diventano inascoltabili quando arrivano da una cattedra. Poi la proposta: «Visto che è bel tempo, perché non venite seduti lungo il Corso, davanti alla scuola facendo Dad col cellulare per farvi sentire un po’? Che cavolo fate a casa da soli nella deprimente camera in cui c’è solitudine e non crescita in tutti i sensi? Lo so che non è facile ma se ci organizziamo almeno un giorno per farsi sentire si può fare...». 
Insomma, nel messaggio whatsapp il prof - che spera nell’effetto virale - invita i suoi studenti a radunarsi lungo il corso in una sorta di sit-in che creerebbe inevitabilmente, degli assembramenti. Un incoraggiamento che, provenendo da un docente e da un ambiente formativo, appare estremamente grave. «L’obiettivo di tutta sta storia - si legge in un altro messaggio - è farvi fare il prossimo vaccino che non sarà un vaccino normale ma “CO V I D” cioè copertura vaccinale intelligenza digitale».
Da parte dei rappresentanti dell’Istituto al momento nessun commento, né presa di posizione, ma non si escludono provvedimenti.

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Ultimo aggiornamento: 07:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA