Truffe, cyberbullismo, furti d'identità e falsi rimedi anti Covid: il web è una trappola durante il lockdown

Martedì 5 Gennaio 2021 di Federica Serfilippi
Truffe, cyberbullismo, furti d'identità e falsi rimedi anti Covid: il web è una trappola durante il lockdown

ANCONA - Truffe online, pedopornografia, cyberbullismo. Ma anche fake news, come la vendita di prodotti in grado di respingere il 5G, e revenge porn. Sono questi gli ambiti su cui sono dovuti maggiormente intervenire nel 2020 gli agenti della Polizia Postale delle Marche.

LEGGI ANCHE:

Gli operatori guidati dalla comandante Cinzia Grucci, nell’anno segnato quasi interamente dalla pandemia, hanno dovuto fare i conti con un uso intensivo del web da parte degli utenti. 

 

Le indagini

Un maggior traffico di dati è equivalso a un rischio maggiore di incombere nei pericoli della rete. Per quanto riguarda l’ambito dei reati con vittime minorenni, sono stati trattati 106 casi, eseguendo 26 perquisizioni, 39 analisi informatiche solo per la pedopornografia e denunciato complessivamente 25 persone. Tra gli altri reati passati sotto la lente dei detective della rete, anche fenomeni di cyberbullismo e istigazioni a compiere atti di autolesionismo. Nell’anno appena trascorso, sono stati trattati 129 casi di reati contro la persona (diffamazioni, ingiurie, molestie, minacce, revenge porn). In 34 occasioni si è arrivati alla denuncia del presunto responsabile. Un arresto, in termini di violenza di genere sul web, è stato eseguito in provincia di Pesaro-Urbino. Sei le perquisizioni effettuate dagli agenti, delegati dalla procura. Altro capitolo è quello delle truffe online: 319 i casi segnalati, 163 le persone denunciate, 220 gli spazi virtuali sequestrati. In totale, la Postale ha contato truffe per un valore di 637.891 euro. Gli specialisti della rete hanno contrastato anche le frodi che possono incombere nelle operazioni di trading finanziario. Sono state 218 le truffe monitorate nel corso del 2020: 31 le persone denunciate, due quelle arrestate e residenti all’estero. Ammonta a circa 2milioni e 350mila euro l’importo sottratto alla vittime.

I reati

A causa della extraterritorialità e della velocità di spostamento delle somme (tutte confluite all’estero), solo una minima parte degli importi è stata recuperata. Dopo il lockdown sono arrivate segnalazioni di utenti che avevano perso dai 70 ai 250mila euro. Tra le truffe perpetrate online per la compravendita di prodotti, sono state denunciate 21 persone. Di circa 50mila euro gli importi sottratti. Due falsi commercianti sono stati denunciati perché, attraverso siti truffaldini, vendevano dispositivi anti Covid a prezzi concorrenziali, presidi mai spediti né tantomeno consegnati agli acquirenti dopo aver incassato i soldi. Denunciato anche un marchigiano con l’accusa di aver istigato gli utenti del web al non rispetto delle norme anti Covid, invitandoli anche a comprare prodotti in grado di proteggere dalle radiazioni dovute al sistema di comunicazione 5G. Di qui, l’attenzione della polizia nel monitorare gli spazi virtuali dediti al “sabotaggio” (anche in maniera violenta) delle regole governative e alla comunicazione di fake news in ambito sanitario. 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA