Marche contro il governo. «Superiori ancora in Dad almeno fino al 31 gennaio». Oggi Acquaroli firma l’ordinanza. Si allineano Veneto e Friuli

Martedì 5 Gennaio 2021 di Martina Marinangeli
Marche contro il governo. «Superiori ancora in Dad almeno fino al 31 gennaio». Oggi Acquaroli firma l’ordinanza. Si allineano Veneto e Friuli

ANCONA - L’ufficialità arriverà stamattina con la firma dell’ordinanza da parte del governatore Francesco Acquaroli, ma la decisione è già stata presa: nelle Marche, le scuole superiori andranno avanti con la didattica a distanza al 100% fino al 31 gennaio. A tornare tra i banchi giovedì saranno dunque solo elementari e medie, oltre alle scuole per l’infanzia.

 

 

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Palazzo Raffaello si pone così sul solco delle giunte leghiste di Veneto e Friuli Venezia Giulia, che si sono espresse per il rinvio a fine mese della riapertura, ma il ministro agli Affari regionali Francesco Boccia ha già lanciato un monito ai governatori ribelli: «Chi sposta in avanti l’apertura delle scuole, allora deve spostare anche la riapertura delle altre attività. Se si fa slittare il ritorno in classe a fine mese, ma si mantiene l’apertura degli impianti sciistici al 18 gennaio, c’è qualcosa che non va». 


Il confronto con il governo
È come un deja-vu dello scorso febbraio, quando, sempre sul ring della scuola, si consumò lo scontro tra Stato e Regioni. All’epoca, i panni del presidente delle Marche li vestiva Luca Ceriscioli e, a differenza di allora, Acquaroli pare essere in ottima compagnia. Diversi governatori stanno infatti mettendo in discussione l’opportunità di riaprire le scuole con i casi di contagio in costante aumento. Si va in ordine sparso, i primi a chiudere la porta alla riapertura delle superiori - per ora - sono stati Veneto e Friuli. Al settimo piano di Palazzo Raffaello, la giunta si è riunita ieri alle 17 per decidere il da farsi, consapevole del fatto che il rischio di una collocazione in zona arancione per le Marche si fa concreto. 


La scelta motivata
Un confronto preceduto dal tavolo di coordinamento convocato d’urgenza dall’Ufficio scolastico regionale su sollecitazione dell’assessora all’Istruzione Giorgia Latini – a cui ha presenziato anche il collega con delega ai Trasporti Guido Castelli – per presentare l’ipotesi della prosecuzione della didattica a distanza al 100% fino al 31 gennaio per le superiori. Ipotesi accolta favorevolmente dalla maggioranza dei rappresentanti del mondo della scuola. «Il nostro obiettivo è far tornare in classe i ragazzi in continuità e in sicurezza – le parole della Latini – evitando continue ordinanze di chiusura e riapertura: un’altalena che produrrebbe ulteriore incertezza e non servirebbe a nessuno. Nulla toglie che, se la situazione dovesse migliorare prima del 31 gennaio, potremo aggiornare le disposizioni per la riapertura». L’ordinanza che verrà emanata stamattina entrerà in vigore da giovedì 7 gennaio e disporrà «che le istituzioni scolastiche di secondo grado continuino a svolgere le lezioni tramite il ricorso alla didattica a distanza al 100%. Restano garantite in presenza le attività laboratoriali e quelle per alunni con disabilità o bisogni educativi speciali. La giunta si riserva comunque la possibilità di revoca o modifiche del provvedimento sulla base dell’andamento della situazione epidemiologica regionale», fanno sapere dalla giunta. L’ipotesi dello slittamento della riapertura era stata già ventilata nella mattinata di ieri da un post su Facebook del vicepresidente Mirco Carloni ha scatenato un ginepraio di commenti e polemiche di genitori preoccupati che chiedevano chiarezza su quali ordini e gradi fossero coinvolti. Una fuga in avanti del numero due di Palazzo Raffaello che non è stata particolarmente apprezzata all’interno della giunta, non fosse altro per galateo istituzionale. 


Le ripercussioni
Scaramucce interne a parte, c’è poi chi non condivide in toto il piano prospettato dalla Regione: il comitato Priorità alla Scuola ha organizzato per stamattina (dalle 11 alle 13) un sit-in statico, di fronte alla scalinata di Palazzo Raffaello, «per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’apertura delle scuole superiori il 7 gennaio. Priorità alla Scuola ha deciso «di andare in Regione a chiedere conto di quanto fatto finora». Sull’istruzione, ovviamente.

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Ultimo aggiornamento: 6 Gennaio, 10:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA