Coronavirus, vertice fiume. Slitta l'ordinanza per arginare l'epidemia. Le misure potrebbero cambiare provincia per provincia

Martedì 25 Febbraio 2020 di Lorenzo Sconocchini
La conferenza stampa di Ceriscioli e in diretta lo stop del premier Conte

ANCONA -  La settimana del tempo sospeso, senza scuola e senza sport, con i raduni pubblici banditi come covi di appestati e persino i coriandoli di Carnevale visti come potenziali diffusori di agenti patogeni, per ora è rinviata di un giorno. L’aveva annunciata urbi et orbi ieri a mezzogiorno il governatore Luca Ceriscioli, in una conferenza stampa in Regione, ma le drastiche misure previste a partire dalla mezzanotte di ieri per fronteggiare il pericolo del contagio da Coronavirus nelle Marche sono durate, dopo l’annuncio, lo spazio di mezz’ora, aggiornate ad oggi in attesa che il governo detti una linea comune per tutt’Italia. «Era il signor Conte, ha chiamato per chiederci di sospendere fino a domani mattina l’applicazione dell’ordinanza, io ovviamente obbedisco», dice a un certo punto Ceriscioli tornando al suo posto, dopo essere uscito dalla sala conferenze di Palazzo Raffaello con il cellulare all’orecchio. Contrordine, la Regione tiene in freezer l’ordinanza fino alle ore 10 di questa mattina, quando si terrà un coordinamento nazionale tra Governo e Regioni per dare indicazioni sulle misure da adottare a livello nazionale contro l’emergenza Coronavirus. 

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Rimane in stand-by per una notte la cura da cavallo decisa dal governo regionale per far sì che nelle Marche, dove ancora ieri i casi di contagio erano a quota zero, sia arginata il più possibile la diffusione del virus arrivato dalla Cina. L’ordinanza, già scritta e sul punto di essere firmata («ma voglio condividerla con il ministro della Salute», diceva Ceriscioli già prima della telefonata del premier) prevedeva a partire dalla mezzanotte scorsa e fino alla mezzanotte di lunedì 2 marzo una settimana esatta di “coprifuoco”, con condizionamenti della vita pubblica che non si vedevano forse dai tempi della II Guerra mondiale, neanche paragonabili a quanto successo 11 anni fa ai tempi della Sars. 

Tutte le scuole di ogni ordine e grado, dagli asili alle università marchigiane, per un periodo previsto di 7 giorni, dovrebbero sospendere le attività didattiche. Chiusi i poli museali, mentre su cinema e teatri l’ordinanza non contempla al momento la serrata. Divieto di qualsiasi manifestazione che raduni pubblico e favorisca il contagio, quindi niente sfilate di carnevale, sospesi i campionati di ogni disciplina sportiva anche delle serie minori e giovanili, obbligo per chi rientra nelle Marche da viaggi fatti negli ultimi 14 giorni nelle zone rosse (la Cina o i comuni del Nord sottoposti a isolamento sanitario) di autodenunciarsi alle autorità per essere sottoposti a forme di quarantena volontaria o obbligatoria, se si hanno sintomi. E poi forme di “sterilizzazione” del rischio di contagio da viaggiatore, con la disinfestazione dei treni regionali e sale d’attesa e l’accentuazione dei controlli sanitari nelle frontiere di porto e aeroporto.

Tutto sospeso per almeno un giorno, anche se Lo slittamento dell’ordinanza regionale ha effetti solo sul calendario scolastico. «Le scuole di ogni ordine e grado delle Marche resteranno aperte fino a nuovo avviso», precisava ieri Ceriscioli dopo il comprensibile disorientamento provocato dall’annuncio della chiusura poi ritrattato. Per il resto già per oggi le sfilate di Carnevale sono state quasi tutte annullate (e l’ordinanza della Regione attesa per stamani penserà ai festaioli più ostinati) molte federazioni sportive, come la Fipav, si sono già portate avanti annullando ogni attività, anche giovanile, fino a domenica prossima, le Ferrovie già provvedono a disinfestare i treni regionali. 

Per le scuole invece, a parte Urbino che le ha già chiuse, bisognerà attendere il confronto previsto per oggi alle 10 tra Governo e Regioni. Anche se il governatore non ha dubbi su quale sia la linea necessaria. «Io continuo a pensare e ad essere convinto che la cosa migliore sia chiudere le scuole ed annullare le manifestazioni dove la gente si concentra perché in questa fase dobbiamo bloccare ogni spazio dove il virus può espandersi - scriveva ieri sui social -. Nelle Marche fino ad oggi non c’è stato alcun caso di contagio al momento, ma che questo non ci permette assolutamente di abbassare la guardia».

Molto probabile dunque che la chiusura delle scuole marchigiane sarà decisa oggi con stop a partire da domani e fino a martedì o mercoledì prossimo. Probabile, ma non scontato. «Proprio sulla chiusura delle scuole Conte mi ha piegato che stanno rivedendo la posizione anche rispetto alle Regioni dove si è fatto il provvedimento - rivelava Ceriscioli dopo la telefonata -, per questo il premier mi ha chiesto di sospendere l’applicazione dell’ordinanza in attesa delle linee guida nazionale». Da oggi le Marche entreranno nel tempo sospeso, nella prima settimana dell’emergenza vera del Coronavirus. «Capisco che sono misure incisive - riconosce Ceriscioli - con effetti sulla vita di tutti, ma il primo obiettivo ora è la salute dei cittadini con un’epidemia in corso che ha fatto morti ed è arrivata in Emilia-Romagna. La situazione richiede contromisure anche forti, ma non vuol dire vivere nella paura e nel panico, solo tenere comportamenti responsabili»

Ultimo aggiornamento: 13:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA