Export, effetto sanzioni: bloccato dalla banca il bonifico dalla Russia. Nuove difficoltà per gli imprenditori calzaturieri: «Alcuni soggetti nella black list»

Fiera Obuv, Guerrini: «Discreto afflusso di clienti, ma molta cautela nell’acquisto»

Martedì 3 Maggio 2022 di Massimiliano Viti
Export, effetto sanzioni: bloccato dalla banca il bonifico dalla Russia. Nuove difficoltà per gli imprenditori calzaturieri: «Alcuni soggetti nella black list»

ANCONA - Dal caos incassi al pericolo triangolazioni. Per gli imprenditori calzaturieri marchigiani è valsa la pena partecipare a Obuv Mosca ma i grattacapi aumentano. Quello che imbriglia di più il business con la Russia è l’incertezza sugli incassi, con le sanzioni commerciali che hanno colpito le più importanti (ma non tutte) banche russe. 

 

 
La situazione
Un esempio di ciò che sta accadendo arriva da Monte San Pietrangeli. Una banca italiana ha per il momento rifiutato di accreditare nel conto corrente del suo cliente un bonifico proveniente dalla Russia perché, si legge nella motivazione inviata dallo stesso istituto di credito, «durante l’analisi prevista per le operazioni provenienti da paesi black list, è stata rilevata la presenza di soggetti sanzionati Uk, strettamente collegati alla banca ordinante». L’azienda coinvolta nel caso è Fastema, che controlla il marchio Aldo Bruè. «Ma sono valide in Italia anche le sanzioni verso la Russia che applica il Regno Unito?» si chiede Fabrizio Grassi, ceo dell’impresa. Questo è un caso limite ma non certo isolato perché sono diverse le segnalazioni fatte da imprenditori calzaturieri secondo i quali gli istituti di credito sospendono i flussi di denaro provenienti da Mosca nonostante la loro (presunta) regolarità e documentazione allegata. Tra le varie soluzioni per continuare a fare business con la Russia, e soprattutto per garantire una certa regolarità negli incassi, c’è anche quella delle triangolazioni. Ma ciò nasconde dei rischi perché se dovesse essere ravvisato che la triangolazione ha avuto lo scopo di aggirare le sanzioni, ciò potrebbe essere considerata una pratica illegale e sanzionabile dal codice penale.


L’esposizione
Aldo Bruè era uno dei circa 30 brand marchigiani che da martedì 26 a venerdì 29 aprile hanno esposto i loro prodotti al salone Obuv Mosca. «È valsa la pena partecipare perché abbiamo mantenuto vivo il rapporto con i nostri clienti che comunque ci aspettavano e con i quali, insieme, dobbiamo andare avanti» commenta Luca Guerrini del calzaturificio Blue Star di Montegranaro»


Le attese
«Se guardiamo solo l’aspetto economico, nonostante il contributo della Regione Marche, le spese per partecipare a Obuv Mosca sono molto alte e quindi - analizza Guerrini - considerata la situazione, probabilmente non sarebbe valsa la pena partecipare. Abbiamo riscontrato un discreto afflusso di clienti che sono molto cauti nell’acquisto per via dei timori sugli sviluppi futuri, con ulteriori sanzioni o altre problematiche che potrebbero emergere». Le due giornate centrali dell’appuntamento fieristico moscovita sono state quelle con il maggior afflusso di visitatori, numericamente inferiori rispetto alle passate edizioni. Le opinioni raccolte convergono che nonostante questa edizione sia arrivata in ritardo rispetto al solito e in un momento geopolitico internazionale particolare, il bilancio finale è stato moderatamente soddisfacente. «Il voto a questa edizione è discreto» esordisce Claudio Scocco del calzaturificio Donna Soft di Civitanova Marche. «Abbiamo raccolto qualche ordine e ricevuto acconti. Se ne è valsa la pena partecipare lo sapremo tra 3-4 mesi, quando dovremo mettere in produzione le scarpe o dovremo spedirle. Come sarà la situazione? Migliore o peggiore di quella attuale? Rischiamo di non poter spedire le merci prodotte?» conclude l’imprenditore maceratese.

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