Porto Recanati, serie di estorsioni
Chieste ​condanne per 160 anni

La mafia della movida,
il pubblico ministero chiede
condanne per 160 anni
PORTO RECANATI - Maxi giro di estorsioni, armi e droga lungo la costa marchigiana, la Procura chiede 159 anni e 10 mesi di reclusione e 195.800 euro di multa complessivi. La requisitoria del pubblico ministero Elisabetta Melotti della Dda di Ancona (con lei anche il Pm Cristina Polenzani) iniziata nella scorsa udienza si è conclusa ieri con le richieste di condanna nei confronti dei 18 imputati.  Numerosi i reati contestati, nove degli imputati (Nicola Maria Giuseppe Bella, Alessandro Cavalieri, Margherita Linardelli, Francesco Maenza, Giuseppe e Salvatore Perricciolo (padre e figlio), Alessandro Petrolati, Agostino Porcelli e Filippo Riggio) dovevano rispondere di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di delitti, avvalendosi della forza di intimidazione del vincolo associativo mafioso e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva.

Nello specifico per la Dda, l’associazione che operava nelle Marche, soprattutto nel territorio delle province di Macerata, Ancona, Fermo e Ascoli, era dedita ad estorsioni ai danni di gestori di locali notturni e di imprenditori costretti a pagamenti mensili di denaro o di altre prestazioni come la consegna di auto, a traffici di stupefacenti, a usura e ad altre attività illecite. Per la Procura la forza di intimidazione del vincolo associativo era rafforzata dal sistematico ricorso ad aggressioni fisiche, alla minaccia personale attraverso l’uso delle armi, alla minaccia di danneggiare i locali, in caso di mancato accoglimento delle richieste. 
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Martedì 26 Settembre 2017, 07:05 - Ultimo aggiornamento: 26-09-2017 07:05

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