Dalla Fondazione Carima risonanza magnetica di ultima generazione per l'ospedale di Macerata

Lunedì 7 Marzo 2022 di Luca Patrassi
L'ospedale di Macerata

MACERATA - La soluzione al problema ultradecennale della risonanza magnetica dell’ospedale di Macerata porta la firma della Fondazione Carima, nel particolare della sua presidente Rosaria Del Balzo Ruiti che ha appena “staccato” un assegno da 563mila euro per dotare la struttura ospedaliera del capoluogo di un macchinario finalmente adeguato ai tempi e alle richieste. 

 

L’Asur, per il tramite di una determina appena pubblicata dalla direttrice generale Nadia Storti, ha preso atto della donazione specificando come al pagamento dell’Iva (124mila euro) l’azienda sanitaria regionale provvederà con risorse proprie. Dunque a brevissimo termine, la nuova risonanza magnetica troverà spazio nei locali che sono stati allestiti in ospedale, acquisto fatto grazie appunto all’ennesimo intervento della Fondazione Carima che aveva già donato un paio di anni fa un analogo macchinario all’ospedale di Civitanova. Sempre per Civitanova, e per il centro regionale Covid, Fondazione Carima aveva donato l’equivalente di centomila euro in letti medicalizzati, 42 per la precisione. Sarebbe interessante conoscere il progetto di utilizzo della struttura e delle apparecchiature sanitarie.

Tornando alla donazione, ufficializzata dalla presidente Rosaria Del Balzo Ruiti, la Fondazione Carima ribadisce la sua mission: «La Fondazione, in virtù del rapporto di fiducia e di collaborazione maturato con i vertici dell’Azienda Sanitaria Unica Regionale, continuerà a perseguire l’obiettivo di un’ampia e diffusa distribuzione territoriale di dotazioni tecnologiche strategiche per i presidi ospedalieri provinciali, allo scopo di migliorare la qualità dei servizi erogati e di ridurre le disuguaglianze nell’accesso alle cure. Grazie al know-how acquisito nel tempo, in questo settore la Fondazione mette in atto modalità operative peculiari, che prevedono l’acquisto diretto presso le ditte fornitrici delle apparecchiature medicali concordate con la predetta azienda sanitaria, ottenendo un significativo risparmio di risorse da reinvestire in favore del proprio territorio di riferimento».
 

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