Pericolo di frane alle Lame Rosse, ecco la decisione del sindaco: chiusi i sentieri più a rischio

Pericolo di frane alle Lame Rosse, ecco la decisione del sindaco: chiusi i sentieri più a rischio
Pericolo di frane alle Lame Rosse, ecco la decisione del sindaco: chiusi i sentieri più a rischio
di Monia Orazi
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Sabato 30 Luglio 2022, 03:20

FIASTRA - Incidenti frequenti alle Lame Rosse: in alcuni sentieri, i carabinieri forestali del Parco dei Sibillini hanno accertato zone di pericolo. Il sindaco di Fiastra Sauro Scaficchia corre ai ripari e firma un’ordinanza che limita l’accesso ai sentieri delle Lame Rosse, della Grotta dei Frati e delle Gole del Fiastrone.

A segnalare la situazione critica dei sentieri sono stati i carabinieri forestali di Fiastra, della stazione parco dei Sibillini, che hanno eseguito una serie di sopralluoghi. 


I sentieri


Nel dettaglio i sentieri incriminati sono il n. 342 in località Val di Nicola, oltre a un versante delle Gole del Fiume Fiastrone. Dunque per «motivi di sicurezza e incolumità pubblica, sono state adottate nuove misure che regolino i sentieri escursionistici e non, ricadenti nel territorio del Comune di Fiastra», si legge nel provvedimento entrato in vigore ieri . È assolutamente vietato il transito lungo il sentiero 342 che percorre il letto del fiume Fiastrone, in località Gole del Fiastrone. Un altro sentiero chiuso è quello che dalla Valle di Nicola arriva al Fosso della Regina. Vietato l’accesso pure al sentiero 336 che dalla Grotta dei Frati scende nelle gole del fiume Fiastrone, con la conseguente chiusura del sentiero 341.


Le aperture


Si potranno percorrere solamente a piedi i sentieri escursionisti 335 che conduce alla Lame Rossa ed alla Grotta dei Frati ed il numero 337 dove un mese fa è morto Michele Sensini, addetto stampa del Comune di Fiastra e guida escursionistica. Sul tema della sicurezza nei sentieri interviene il fratello, il giornalista Mario Sensini: «C’è un’ordinanza di fine giugno che riapre le Gole del Fiastrone perché il masso che rischiava di cadere, e che aveva determinato la chiusura, “è ancora nella medesima posizione”. Michele, che è una guida, è stato il primo a passarci per un sopralluogo in bici ed è morto, cadendo in un baratro di cento metri che si apriva nel bosco. Apparentemente, prima di riaprire le Gole, nessuno ha verificato l’esistenza o la segnalazione di altri pericoli - dice Sensini -, oltre al masso, su quel tratto. È stato un incidente - ribadisce Sensini - , non servono necessariamente dei colpevoli. Ma certamente occorre più responsabilità. Almeno nei confronti di chi viene a visitare le nostre montagne».

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