L'ira dei familiari: «Non c’è il pullman all’uscita di scuola, studenti costretti a girare per un’ora»

Giovedì 14 Ottobre 2021 di Emanuele Pagnanini
L'ira dei familiari: «Non c è il pullman all uscita di scuola, studenti costretti a girare per un ora»

CIVITANOVA -  «È troppo far aspettare studenti e, soprattutto, studentesse minorenni per oltre un’ora prima di poter prendere l’autobus per tornare a casa». A parlare è una nonna preoccupata per la sua nipote. Margherita Girotti di Civitanova Alta ha raccolto un malumore diffuso tra le famiglie che hanno un ragazzo o una ragazza che studia all’Istituto Superiore Matteo Ricci di Macerata. 

 

Il problema è che le lezioni finiscono alle 12.15 ma il primo autobus utile per tornare a Civitanova parte alle 13.20. Chiaramente non possono restare a scuola, così devono attendere al terminal o in un’altra fermata l’arrivo del pullman. E sapere di avere figlie (sono soprattutto ragazze quelle che soprattutto nel borgo storico di Civitanova hanno scelto uno dei licei dell’Iis Ricci) che gironzolano da sole lontano da casa non fa star tranquilli genitori. E nonni come in questo caso. Oltre al fatto che si perde più di un’ora in modo improduttivo, impiegando così circa due ore dalla fine delle lezioni all’arrivo a casa per il pranzo per una distanza di meno di 30 chilometri. Margherita Girotti, quindi, decide di dar voce ai timori e di far presente un’esigenza che si potrebbe risolvere rimodulando l’organizzazione dei trasporti scolastici in accordo con la scuola.


«Solo a Civitanova Alta sono una quindicina le ragazze che frequentato l’istituto – dice la nonna – e la questione è già stata fatta presente. Secondo quanto mi ha spiegato mia nipote, al suo liceo quest’anno si fa la settimana piena, cioè lezione anche il sabato mattina. Negli anni prima del Covid, invece, si faceva un’ora in più nei giorni feriali o c’era il rientro e c’era il sabato libero. Le lezioni così finivano poco dopo l‘una e c’era il bus alle 13.20. Gli orari del trasporto scolastico sono rimasti gli stessi mentre sono cambiati quelli scolastici. Ora si esce alle 12.15 e c’è quest’ora di buco. Io credo che in due anni di pandemia, con le scuole che sono rimaste chiuse o in dad, si poteva riorganizzare meglio la ripresa delle lezioni. Ma né l’azienda di trasporti né la scuola sembrano sensibili al problema. Così gli studenti sono costretti a rimanere per strada per oltre un’ora. Faccio presente che la maggior parte sono ragazze e sappiamo tutti i pericoli cui sono esposte quando si trovano in luoghi come parchi, terminal bus, etc. Purtroppo i fatti di cronaca non fanno star tranquilli nessuno. Ma poi non si capisce perché si debba buttare via più di un’ora del proprio tempo per fare un viaggio in corriera che dura meno di un’ora. Penso che una soluzione si possa trovare».

 

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